cucina italiana alle olimpiadi
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Nella triade di meraviglie che contraddistinguono il nostro Paese — arte, moda e cibo — nell’immaginario dei turisti da tutto il mondo spicca senza dubbio quest’ultimo. Non a caso di recente la cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell’Unesco: un suggello alla cultura italiana del buon mangiare celebrato da Istituzioni e cittadini. Eppure, coloro che arriveranno nella città della conca Ampezzana per le ormai vicinissime Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 potrebbero non avere l’occasione di toccare davvero con mano la cucina Made in Italy. 

Nelle tre venue di Cortina d’Ampezzo, infatti, il servizio di catering destinato agli ospiti dell’hospitality olimpica sarà affidato alla società slovena Jezeršek, con sede a Lubiana. Le altre località che saranno sede delle gare olimpiche saranno servite da imprese nazionali.

A far emergere la vicenda è stato Edoardo Raspelli, critico gastronomico e scrittore, che ha ricostruito la catena degli affidamenti legati a On Location, provider ufficiale dei servizi hospitality dei Giochi.

Secondo quanto emerso, Jezeršek si occuperà della ristorazione nelle strutture di Cortina dedicate alle gare di sci alpino femminile alle Tofane, bob, skeleton e slittino nella nuova pista “Eugenio Monti” e nel rinnovato impianto del curling. Resterà invece italiana la gestione di Casa Italia, affidata al famoso ristorante Tivoli. 

Una scelta che ha sollevato interrogativi e critiche nel mondo della ristorazione e non solo, soprattutto alla luce della narrazione identitaria che accompagna Milano-Cortina 2026, fortemente incentrata sul Made in Italy e sul cosiddetto “spirito italiano”.

Nell’aprile 2025, il provider olimpico On Location aveva fatto sapere che i 175mila pasti previsti per l’evento olimpico sarebbero usciti dalle cucine dello chef piemontese Carlo Zarri e che sulle tavole dell’hospitality avrebbe trovato posto tutto il meglio del cibo regionale e nazionale, dal Grana Padano al Puzzone di Moena fino al Prosecco e alle mele trentine. 

Il 4 dicembre però, Zarri aveva fatto capire sui suoi social che quello sarebbe stato il suo ultimo giorno da ‘chef olimpico’. Insospettito, Raspelli ha così iniziato ad indagare su chi avrebbe sostituito lo chef del San Carlo di Cortemilia, in provincia di Cuneo, scoprendo che sarebbe stata la slovena Jezeršek.

On Location ha precisato che, pur essendo estera la società incaricata della gestione del catering nelle venue di Cortina, manodopera, chef e prodotti utilizzati saranno italiani, con particolare attenzione alle filiere locali. 

Il provider ufficiale dei servizi hospitality dei Giochi ha inoltre spiegato che la scelta del fornitore è avvenuta nell’ambito di un processo di selezione internazionale, finalizzato a garantire standard elevati di servizio e organizzazione.