Dopo il round uno in fase preolimpica, ecco il round numero due, quello che racconta Milano-Cortina secondo i media televisivi italiani, ponendo l’accento su immagini, linguaggi, protagonisti emersi nella narrazione mainstream. Ancora una volta torna in luce la ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” promossa dal Comitato Olimpico Internazionale e da Fondazione Bracco, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026.
Si è tenuta nella giornata di giovedì, presso la sala stampa del Palazzo della regione Lombardia, la conferenza di chiusura dell’evento, un evento che appunto era già stato lanciato a pochi giorni dalla cerimonia d’apertura di San Siro. Da sempre, i Giochi Olimpici e Paralimpici rappresentano una piattaforma globale, che contribuisce a plasmare il modo in cui lo sport viene raccontato e percepito. La ricerca, realizzata dall’Osservatorio di Pavia – istituto di ricerca indipendente specializzato nello studio dei contenuti dell’informazione – ha analizzato come lo sport e i suoi protagonisti vengono raccontati nei telegiornali italiani, con un’attenzione specifica alla presenza e narrazione delle atlete nell’informazione sportiva.
Il preambolo parte dalla prima fase della ricerca, ovvero da Parigi 2024, passa dall’anno (abbondante) ordinario di transizione, salvo poi chiudersi, appunto con marzo 2026 e quindi Milano Cortina.
Milano-Cortina 2026, un po’ di numeri
Durante le Olimpiadi (Parigi 2024 e Milano Cortina 2026), i telegiornali hanno dedicato allo sport circa il 75% delle notizie durante i Giochi. Nello specifico: a Parigi 2024 la copertura era relativamente equilibrata tra sport maschili e femminili, con una maggiore visibilità per discipline e atlete normalmente poco presenti. A Milano Cortina 2026, invece, si è visto il 58% della visibilità mediatica dedicata alle atlete (vs 42% agli uomini), una partecipazione del 47% donne e 53% uomini, ed una distribuzione delle notizie così suddivisa: 53% sport misti (uomini + donne), 24% sport femminili, 23% sport maschili. Quasi paritario il dato delle interviste, dove le donne sono state coinvolte per il 49% e gli uomini per il 51%, con un linguaggio corretto rispetto al genere nel 84% dei casi. Non mancano le criticità. Persistono gli stereotipi, con un’enfasi eccessiva sulla vita privata e sulla maternità, e con un uso non adeguato di metafore non sportive che riducono il valore tecnico. Di contro, però ci sono anche segnali positivi grazie al maggior spazio dedicato alle emozioni degli atleti (uomini inclusi), andando perciò oltre gli stereotipi tradizionali.
Purtroppo il tempo ordinario tra i due massimi eventi racconta tutt’altro, racconta di una copertura che torna a concentrarsi sulle poche discipline dominanti e sul privilegiare atleti già noti, garantendo allo sport femminile una visibilità totalmente ridotta, segno che i miglioramenti non sono ancora strutturali.
Un capitolo a parte lo meritano le Paralimpiadi. La copertura mediatica rispetto alle Olimpiadi è decisamente più contenuta, dove le donne, presenti in numero inferiore (a Milano Cortina erano solo il 26% degli atleti) hanno una visibilità mediatica pari al 14%. Persiste una forte concentrazione su poche discipline (sci alpino, sci di fondo, snowboard), ma anchestereotipi legati a genere e disabilità.
Milano-Cortina 2026, dai numeri alle parole
Dopo i numeri, le parole. Nel corso della conferenza stampa sono intervenute diverse autorità che hanno espresso il loro pensiero in merito.
“Di queste Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano e Cortina porterò sempre nel cuore soprattutto i volti delle tantissime atlete azzurre che hanno vinto con merito e impegno un numero straordinario di medaglie”, ha affermato Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco. “È stata una grande emozione ammirare le gesta delle nostre campionesse a iniziare da Chiara Mazzel, sciatrice paralimpica che ha vinto 1 oro e 3 argenti, dando un contributo decisivo al record di podi della squadra italiana; ma naturalmente ho esultato anche per le straordinarie imprese di Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Sofia Goggia, Arianna Fontana e Lisa Vittozzi. Ragazze coraggiose, che con tenacia, grinta, sacrificio, determinazione hanno scritto pagine memorabili dello sport invernale italiano. E che, sostenute da una incrollabile passione, hanno saputo imporsi anche all’attenzione dei media”.

A lei ha fatto eco il Sottosegretario allo Sport e ai Giovani, Federica Picchi. “I Giochi Milano-Cortina 2026 hanno registrato uno dei più alti livelli di partecipazione femminile nelle Olimpiadi invernali: il 47,9% degli atleti erano donne, protagoniste assolute del medagliere. La Lombardia esprime grande orgoglio per le atlete olimpiche e paralimpiche italiane, da Federica Brignone a Chiara Mazzel, da Francesca Lollobrigida ad Arianna Fontana. Proprio Lollobrigida, con due ori a Milano-Cortina 2026 in tasca, e suo figlio in braccio durante la vittoria, ha raccontato il sostegno ricevuto dalla FISG durante la maternità, auspicando che tutte le Federazioni facciano lo stesso. Per questo, con Regione e CONI Lombardia stiamo creando un fondo per favorire la conciliazione tra carriera sportiva e maternità, lo stesso impegno che stiamo mettendo nella realizzazione di percorsi dual career con tutti i CUS Lombardi”.
Milano-Cortina, le voci di Lattuada e Groppo
“Grazie all’insieme del movimento Olimpico, abbiamo raggiunto i Giochi Olimpici Invernali più equilibrati dal punto di vista di genere nella storia con oltre il 47% di atlete”, ha sottolineato Charlotte Groppo, Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale. “Questo progresso è più di un semplice dato statistico: è il riflesso di opportunità che si ampliano, di barriere che continuano a cadere e di un futuro in cui ogni ragazza può vedersi sul campo di gioco”.
“Abbiamo appena vissuto la straordinaria esperienza di Olimpiadi e Paralimpiadi, che Milano ha accolto con grande capacità di risposta, e portiamo negli occhi e nel cuore le immagini delle grandi atlete protagoniste di prove di talento”, ha dichiarato la delegata del Sindaco alle Pari opportunità di genere, Elena Lattuada. “Ci auguriamo che questa presenza venga mantenuta nel tempo, perché, come evidenziato dall’Osservatorio di Pavia, alla grande copertura mediatica durante le competizioni segue spesso il silenzio. Proprio per la capacità e il coraggio dimostrati, questo silenzio non deve più esserci”, sottolinea Lattuada. “Se le Olimpiadi hanno avuto ampio risalto, le Paralimpiadi hanno ricevuto minore attenzione, nonostante le storie di grande coraggio e determinazione. Dobbiamo prenderci un altro impegno: oltre la parità tra generi, dobbiamo valorizzare come impegno civile e civico anche i paralimpici, e questo nella vita quotidiana di tutti i giorni che poi è la vita di tutti noi”.
Milano-Cortina, la chiusura del presidente Fontana
Presente all’evento anche il Presidente Fontana: “Complimenti alla Fondazione Bracco per essersi concentrata su questo aspetto. Il talento femminile non è più episodico ma è qualcosa di strutturale, dati dicono molto ma poi ci sono le sensazioni, le emozioni e qui potrei citare davvero tante atlete. Una su tutte Francesca Lollobrigida, che con quel bimbo in braccio ha mandato un messaggio che va oltre lo sport. Bisogna concentrarsi sull’ordinarietà e qui sappiamo che il calcio stravolge i dati, mentre per le donne lo stesso calcio è solo all’inizio, ma sono convinto sia la strada giusta. Ci vuole tempo e impegno e queste iniziative fanno bene è perché spingono verso la varietà”.
Mariella Lamonica

