I timori per l’incolumità fisica degli atleti che in occasione delle Olimpiadi di Parigi 2024 avrebbero dovuto competere nella Senna – per ben 100 anni non balneabile e solo ultimamente bonificata con ingenti investimenti – sono stati purtroppo confermati dai fatti: la dichiarazione di balneabilità della Senna non è stata una garanzia per la triatleta belga Claire Michel, ricoverata in ospedale nella capitale francese proprio a causa dell’escherichia coli, il batterio i cui alti livelli rilevati nelle acque del fiume che taglia Parigi avevano fatto rimandare di qualche giorno le prove e le gare del triathlon e di nuoto in acque libere.
Cosa sappiamo sulle condizioni dell’atleta belga
Dopo aver gareggiato nella Senna, Claire Michel ha cominciato ad avvertire un malessere e, una volta conclamato il disturbo gastroenterico da escherichia coli è stata trasportata in ospedale, dove sta ricevendo le cure necessarie per debellare il batterio responsabile di gravi disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea. I disturbi di questo genere non vanno affatto sottovalutati in quanto una grave perdita di liquidi, dovuta a ripetuti episodi di vomito e diarrea, può causare disidratazione e conseguenti squilibri elettrolitici, potenzialmente gravi, come quelli che riguardano il sodio e il potassio presenti nel sangue.
Le reazioni degli atleti che hanno nuotato nella Senna
La francese Cassandre Beaugrand ha fatto sapere ai microfoni di Reuters che “non ha dubbi sulla salubrità dell’acqua della Senna” e che in passato “abbiamo nuotato in acque ben peggiori” mentre la sudafricana Jamie Riddle ha commentato: “ho bevuto litri d’acqua mentre nuotavo nel fiume, il post-gara sarà al bagno di sicuro”. Per la triatleta americana Kirsten Kasper, intervistata da Today, la possibilità che le gare vengano posticipate per cause esterne è qualcosa di usuale e che non ha destato sorpresa o fastidio.
Cosa aspettarsi dalle prossime competizioni nella Senna
Come già affermato in un articolo precedente sulla sicurezza della Senna, solo il tempo potrà dire come reagiranno i corpi degli atleti dopo aver nuotato in quelle acque. Al momento c’è però una sicurezza: la squadra di triathlon belga si è ritirata.

