Il più vasto territorio dipendente del mondo, collocato nell’estremo nord dell’Oceano Atlantico tra il Canada a ovest, l’Islanda a sud-est e l’Artide e il Mar Glaciale Artico a nord, la Groenlandia, è l’isola non continentale più grande del mondo, si estende per 2.175.600 chilometri quadrati, è abitata da poco meno di 56mila persone e l’84% del suo territorio è ricoperto da ghiacci.
Il presidente Donald Trump torna a parlare della grande isola artica. In un’intervista a The Atlantic, infatti, ha dichiarato di avere “assolutamente bisogno della Groenlandia”, descrivendo l’isola, che è parte della Danimarca, alleata della Nato, come “circondata da navi russe e cinesi”.
Groenlandia: l’importanza per Trump
Nonostante la Groenlandia, dal punto di vista politico, sia parte del Regno di Danimarca, ad oggi gode di grande autonomia dal punto di vista amministrativo, il che la rende il più grande territorio “dipendente” esistente. Tra i motivi principali alla base del desiderio di acquisizione da parte di Donald Trump, si annovera il fatto che appartiene geologicamente e geograficamente al Nord America, il fatto che è dispone in modo ricco e ingente di materie prime e fonti di energia, ospita una base Nato ed è l’ideale per il controllo della Rotta Artica, una delle più importanti del mondo.
Inoltre, Ulrik Pram Gad del Danish Institute for International Studies di Copenaghen ha dichiarato a DW che le mosse del presidente eletto sono in linea con la cosiddetta Dottrina Monroe, risalente al XIX secolo: “Gli Stati Uniti non permetteranno a nessuna potenza ostile di mettere piede nel continente nordamericano. Quindi vogliono essere sicuri che nessun cinese o russo abbia installazioni in Groenlandia”.
Groenlandia: non è la prima volta che gli Usa provano ad acquistarla
Non è la prima volta che gli Usa provano ad acquistare la Groenlandia: nel 1867, infatti, l Segretario di Stato statunitense William Seward ebbe espresso la volontà di acquistarla per scopi economici e geopolitici; ci provò anche Harry Truman nel 1946 e Donald Trump per ben due volte: nel 2019 e ora, nel 2025. Tale interesse, però, è sempre stato ben rifiutato dal governo della Groenlandia.
L’interesse per l’Artico e per la Groenlandia in particolare non è una novità: Stati Uniti, appunto, Russia, Cina e altre potenze competono per influenza, risorse e rotte commerciali nella regione più rapidamente in trasformazione del pianeta. La crescente apertura di rotte marittime legate alla fusione dei ghiacci e la presenza di materie prime rendono l’Artico un terreno di confronto strategico forte. 
Groenlandia: le parole del primo ministro groenlandese, Jens Frederik Nielsen
La risposta del primo ministro groenlandese, Jens Frederik Nielsen a Donald Trump, pubblicata in un post della propria pagina Facebook: “Siamo amici intimi e fedeli degli Stati Uniti da generazioni. Siamo stati spalla a spalla nei momenti difficili. Ci siamo assunti la responsabilità della sicurezza dell’Atlantico settentrionale e non ultimo del Nord America. Ecco cosa fanno i veri amici. Proprio per questo la retorica immediata e ripetuta degli Stati Uniti è assolutamente e assolutamente inaccettabile. Quando il presidente degli Stati Uniti parla di “abbiamo bisogno della Groenlandia” e ci collega con il Venezuela e l’intervento militare, non è solo sbagliato. Questo è così irrispettoso – dichiara – Il nostro paese non è oggetto di retorica dei superpoteri. Siamo un popolo. Una terra. E la democrazia. Questo va rispettato. Specialmente da amici cari e fedeli. Facciamo parte della Nato e siamo pienamente consapevoli della posizione strategica del nostro Paese. E ci rendiamo conto che la nostra sicurezza dipende dai buoni amici e dalle forti alleanze. A questo proposito, un rapporto rispettoso e leale con gli Stati Uniti è molto importante. È così da decenni. Ma le alleanze si basano sulla fiducia. E la fiducia richiede rispetto. Minacce, pressione e discorsi di annessione non appartengono a nessuna parte tra amici. Non si parla così ad un popolo che ha ripetutamente dimostrato responsabilità, stabilità e lealtà”.
“Questo è abbastanza – sottolinea Nielsen – Niente più pressione. Niente più indizi. Niente più fantasie sull’annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alle conversazioni. Ma deve avvenire attraverso i canali giusti e nel rispetto del diritto internazionale. E i canali giusti non sono post casuali e irrispettosi sui social. La Groenlandia è la nostra casa e il nostro territorio. E così continua ad essere”.

