A partire dal 12 agosto 2026, un nuovo quadro normativo dell’Unione europea cambierà profondamente il modo in cui bar, caffè e ristoranti servono condimenti e altri prodotti alla propria clientela, ma non solo. E’ questa la data in cui il Regolamento (Ue) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, diventerà pienamente applicabile in tutti gli Stati dell’Ue.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il 22 gennaio 2025, ma entrato formalmente in vigore l’11 febbraio, il pacchetto di norme, noto come Ppwr (Packaging and packaging waste regulation), è stato adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, con l’intento di ridurre la quantità di rifiuti di imballaggio prodotta ogni anno, potenziare il riutilizzo e migliorare, così, la riciclabilità dei materiali. Tra le misure principali, la regolamentazione prevede restrizioni all’uso di determinati formati di imballaggi monouso nei settori della ristorazione e dell’accoglienza.
Ristoranti: addio agli imballaggi monouso, l’obiettivo del Regolamento
Secondo quanto riportato dal sito ufficiale di Conai – Consorzio Nazionale Imballaggi, l’intento del Regolamento è “volto a rafforzare la sostenibilità, l’efficienza e la gestione del settore degli imballaggi e dei relativi rifiuti in tutti gli ambiti di utilizzo. Tra i macro-obiettivi del Regolamento si evidenziano: Prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio e ridurne la quantità; Evitare e limitare lo spreco di imballaggi, anche incentivando sistemi di riutilizzo e ricarica; Garantire che, entro il 2030, tutti gli imballaggi all’interno del mercato dell’UE possano essere riciclati in modo economicamente sostenibile; Incrementare l’impiego di plastica riciclata all’interno degli imballaggi in modo sicuro promuovendo così il mercato delle materie prime seconde.
Ristoranti: addio agli imballaggi monouso, cosa prevedono le nuove regole
Inoltre, il nuovo regolamento prevede: “Restrizioni su determinati imballaggi in plastica monouso, come quelli per frutta e verdura di peso inferiore a 1,5 kg o per porzioni individuali di condimenti nei servizi di ristorazione; obbligo di minimizzare peso e volume degli imballaggi, limitando il più possibile gli spazi vuoti; introduzione di obiettivi vincolanti per il 2030 e il 2040 relativi al contenuto minimo di materiale riciclato negli imballaggi in plastica; possibilità per i clienti di utilizzare contenitori propri nelle attività di asporto, senza costi aggiuntivi; limitazioni alle sostanze considerate preoccupanti, come i Pfas, con soglie precise per la loro presenza negli imballaggi.

