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Confinante a nord con la Germania, a est con l’Austria e il Liechtenstein, a sud con l’Italia e a ovest con la Francia, la Svizzera vanta il titolo di Paese più neutrale al mondo per le politiche che da sempre la caratterizzano. Stato federale dell’Europa centrale, la Svizzera è composta da ben 26 cantoni autonomi, di cui 6 semicantoni. Conta quasi 9 milioni di abitanti, di cui due terzi si concentrano sulle città dell’Altopiano: Zurigo, Ginevra, Basilea, Losanna, Berna, Winterthur, Lucerna e San Gallo. 

Alla scoperta dei cantoni svizzeri

Per capire al meglio di cosa si tratta quando si parla di cantoni svizzeri, è opportuno fare un passo indietro, guardando all’etimologia della parola stessa: ‘cantone’ ha origine nel medio francese del XV secolo e significa ‘margine, angolo’, al tempo della traduzione letterale dell’alto-tedesco protomoderno Ort. Dopo il 1490, ‘canton’ fu utilizzato sempre più frequentemente nei documenti francesi ed italiani per identificare i membri della Confederazione svizzera. Infatti, i cantoni svizzeri sono gli stati membri della Confederazione e il nucleo della Confederazione nella forma dei primi tre alleati confederati veniva chiamato Waldstätte. Con la costituzione federale del 1999, il numero ufficiale di cantoni arrivò a 26. E’ importante sottolineare che ogni cantone ha una sua costituzione, un suo parlamento, un suo governo e suoi organi giurisdizionali: la maggior parte delle costituzioni cantonali prevede un parlamento monocamerale con un numero di membri che varia da 58 a 200. 

Festa nazionale, il significato della commemorazione svizzera

Il 1 agosto di ogni anno, la Svizzera commemora il Patto federale del 1291, in cui i Cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo si promisero solennemente reciproca assistenza in caso di minaccia esterna. E’ la Festa nazionale svizzera, che viene celebrata con discorsi politici, falò, fuochi d’artificio e lanterne. In questa occasione, il presidente della Confederazione pronuncia un discorso a tutti i cittadini e si canta all’unisono l’inno nazionale svizzero, in uso dal 1961. Una delle celebrazioni più famose si svolge sul leggendario prato del Rütli. Tra le usanze tipiche del 1° agosto, l’accensione di falò, fuochi d’artificio e in alcuni luoghi i bambini sfilano per le strade con lanterne decorate con la croce svizzera e lo stemma del loro Cantone, si svolgono cortei con costumi tradizionali ed esibizioni di cori di jodel, suonatori di corni delle Alpi e sbandieratori.

Svizzera, un Paese multilingua

Una delle caratteristiche principali della Svizzera, dopo la sua suddivisione in ben 26 cantoni, è l’essere un Paese multilingua: le quattro lingue nazionali ufficiali, infatti, sono il  tedesco, il francese, l’italiano e il romancio e vengono usate dai residenti nelle loro forme dialettali, spesso molto diverse dalla lingua scritta. La lingua più diffusa in Svizzera è lo svizzero tedesco, termine generico con cui viene designata l’ampia varietà di dialetti alemanni parlati dalla grande maggioranza della popolazione nella parte germanofona del Paese. Nella Svizzera romanda la lingua nazionale ufficiale è il francese, mentre l’italiano è la lingua nazionale ufficiale del Ticino e delle valli meridionali dei Grigioni (Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Poschiavo). Per quanto riguarda, invece, il romancio è parlato solo da alcune decine di migliaia di persone in singole regioni dei Grigioni. Esistono cinque idiomi diversi: sursilvano, sottosilvano, surmirano, putér e vallader.

Cioccolato di qualità, il tesoro della Svizzera

Chiamato anche ‘Cibo degli Dei’, il cioccolato ha origine nel Cantone di Vaud: fu infatti François-Louis Cailler nel 1819 ad aprire nei pressi di Vevey una delle prime manifatture meccanizzate di cioccolato, fondando la più vecchia marca tuttora esistente in Svizzera; dopo di loro nacquero case produttrici un po’ in tutto il Paese, da Losanna a Ginevra, da Berna a Zurigo e Lucerna. Nel 1875, però, nella città di Vevey avvenne un altro importante primato riguardante il mondo del cioccolato: l’artigiano svizzero Daniel Peter, che iniziò la sua carriera come produttore di candele e successivamente di lampade, dopo molti tentativi, riuscì ad unire il latte al cacao, creando così per la prima volta il cioccolato al latte. Un tour imperdibile per gli amanti del cioccolato è ‘Il treno del cioccolato’, che parte da Montreux e si avrà la possibilità di visitare la fabbrica del Maître Chocolatier Cailler nella località di Broc, il primo a portare il cioccolato in Svizzera, con degustazione del prodotto e scoprire il pittoresco paesino Gruyère e il suo castello da cui proviene l’omonimo formaggio Groviera.

Vip in Svizzera, ecco chi vive qui

Ad acquistare insieme al marito un’imponente tenuta da da 76 milioni di dollari in svizzera, per sfuggire alle restrizioni della pandemia, Tina Turner, tra le più famose regine del rock, venuta a mancare il 24 maggio 2023 a Küsnacht vicino Zurigo. Un’altra celebre cantante ha deciso di ritirarsi dai riflettori italiani: Mina, che ha scelto come eremo il Ticino, dove ha ottenuto la cittadinanza nel 1989. Attualmente vive a Lugano, città in cui si è anche sposata nel 2006. Ma non è finita qui, perchè c’è anche un altro vip che ha preferito la Svizzera all’Italia: Gianluigi Aponte, fondatore della Msc Crociere, nonché 48° uomo più ricco al mondo secondo la celebre rivista Forbes. Attualmente risiede a Ginevra. Facendo un passo indietro nel tempo, però, forse non tutti sanno che ad abitare le affascinanti terre svizzere fu anche l’attrice Audrey Hepburn. Per quasi 30 anni, infatti, visse nella Regione di Vaud  nella graziosa cittadina di Morges. E’ stata sepolta nel piccolo cimitero del paese. 

DiMariangela Da Campo

Nata a Venezia il 31 luglio 1996, dopo il diploma al liceo classico Cavanis di Venezia e un anno di collaborazione giornalistica con il settimanale diocesano ‘Gente Veneta’, a 19 anni mi sono trasferita a Milano, dove ho intrapreso il percorso di laurea in Comunicazione media e pubblicità presso l’Università di lingue e comunicazione Iulm di Milano. La pandemia da Covid-19 mi ha costretto a tornare nella mia città natale, dove mi sono laureata nel luglio 2020 da remoto. Successivamente ho collaborato per circa un anno con Kappavideo con cui ho avuto modo di imparare le basi del ruolo di operatore video. Nel 2021, tornata a Milano, ho iniziato a lavorare come giornalista , entrando nell’Ordine dei giornalisti e collaborando con l'agenzia videogiornalistica Estenews e dal 2021 con Adnkronos per cui, in occasione di eventi, realizzo coperture giornalistiche in testo e video. Oltre alla realizzazione di servizi video mi occupo di montaggio degli stessi.