Un caso d’importazione in Italia, nel bolognese, molti casi invece autoctoni tra gli oltre 800 registrati in Francia. È il bollettino sul virus Chikungunya aggiornato a luglio 2025.
Dal 1° maggio al 22 luglio di quest’anno infatti la Francia ha visto scoppiare una vera e propria epidemia interna di virus Chikungunya, infezione trasmessa tramite la puntura di zanzare infette.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato l’allarme qualche giorno fa: la diffusione del virus Chikungunya potrebbe mettere a rischio 5 miliardi di persone in 119 Paesi nel mondo.
Al momento la situazione più critica si registra nell’isola dell’Oceano indiano La Réunion, dove in un anno circa (da metà 2024 a maggio 2025) sono stati documentati 47.500 casi, 12 decessi e 170.000 consulti medici per sospetta contrazione del virus.
Il virus Chikungunya è stato isolato ed identificato per la prima nel 1952 in Tanzania, e il nome stesso della patogeno porta con sé le sue radici tanzaniane. In kimakonde, lingua locale, il nome vuol dire ‘ciò che si piega’, un significato che fa probabilmente riferimento al fatto che il principale sintomo provocato dall’infezione sono forti dolori ossei e muscolari, dei veri e propri ‘dolori spaccaossa’.
Negli ultimi 20 anni il virus è stato identificato in ben 110 Paesi, compresa l’Italia. Al riguardo, l’Istituto superiore di sanità spiega: “In Italia si sono verificati focolai di trasmissione locale di Chikungunya nel 2007 e nel 2017 sostenuti dalla zanzara Aedes albopictus”.
La trasmissione avviene tramite la puntura di una zanzara femmina infetta del genere Aedes, come la zanzara tigre, responsabile della trasmissione anche di dengue e zika. Dopo circa 4-8 giorni dal contagio, compaiono i sintomi, simili a quelli di una forte influenza, come mal di testa, febbre, nausea, debolezza, dolori articolari, a cui possono aggiungersi anche eruzioni cutanee.
“Nella maggior parte dei casi i pazienti si riprendono completamente, tuttavia, in alcuni casi il dolore alle articolazioni può persistere per mesi o anche anni – spiegano dall’Iss – Occasionalmente sono state segnalate complicanze oculari, neurologiche, cardiache e gastrointestinali. Raramente si verificano complicanze gravi, tuttavia negli anziani la malattia può essere una concausa di morte”.
Al momento in Italia e in Europa non esistono trattamenti antivirali specifici “e le cure si focalizzano primariamente nell’alleviare i sintomi. Al momento, non sono autorizzati in Europa vaccini contro l’infezione da virus chikungunya ma recentemente ne è stato approvato uno negli Stati Uniti”.
Per proteggersi valgono le buone e semplici regole di cui avevamo già parlato qui, ossia: applicare zanzariere alle finestre e attivare il condizionamento almeno nelle stanze in cui si soggiorna, indossare vestiti che non lascino scoperte parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi ecc.) di colore chiaro, perché i colori scuri attraggono le zanzare e applicare repellenti sulle parti del corpo che rimangono scoperte, tenendo presente che il sudore ne riduce l’effetto”.

