maturita
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La maturità rappresenta un importante momento di passaggio per i giovani italiani da molti decenni. Da ragazzi, gli studenti cominciano a diventare uomini, si affacciano alla vita universitaria o lavorativa e il ‘rito’ della notte prima degli esami sarà qualcosa che difficilmente dimenticheranno negli anni a venire. Ma alla rilevanza simbolica dell’esame, si affianca a quella formale, burocratica, non per niente la maturità è infatti conosciuta anche come ‘esame di Stato’. 

I giovani, si sa, possono essere mossi da uno spirito di ribellione, un sentimento che può essere così forte da sfogare addirittura nell’aula dell’esame orale di maturità. È questo il caso di tre studenti veneti che, in occasione del loro orale, dopo aver salutato la commissione d’esame e firmato il foglio di presenza, hanno scelto di non  proseguire oltre, voltare le spalle ai professori e tornarsene a casa, senza però rinunciare a mettersi in tasca il diploma. Questo perché tutti avevano già raggiunto, con i crediti e le valutazioni precedenti, tra anni scolastici e prove scritte, i numeri sufficienti (il famoso 60) per poterlo conseguire, pur non avendo discusso l’esame orale.

I punti che si possono ottenere come voto di Maturità derivano dai seguenti parametri e sono così suddivisi: i crediti scolastici degli anni precedenti possono raggiungere un massimo di 40 punti, la prima prova scritta può dare un massimo di 20 punti, la seconda prova ne offre al massimo altrettanti e lo stesso vale anche per l’esame orale. 

Ma cosa comporta non sostenere l’esame orale di maturità? Ad oggi se, come i tre veneti, si sono conseguiti abbastanza crediti per raggiungere il minimo necessario alla promozione, ossia il 60, non succede nulla di che. Al massimo si suscita un po’ di trambusto nella commissione d’esame. Ma in futuro, già dal prossimo anno scolastico, la situazione potrebbe cambiare radicalmente. 

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara non ha infatti affatto apprezzato la decisione dei tre studenti veneti, interpretandola probabilmente come insubordinazione e mancato rispetto delle regole. Il suo commento alla scelta di non sostenere l’orale è infatti stato molto netto. Il ministro lancia una proposta: “Chi rifiuta di sostenere l’orale di maturità sarà bocciato e dovrà ripetere l’anno”. 

DiCamilla Galvan

Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l'inizio dell'attività professionale in Alanews, service ufficiale dell'agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport - come inviata in Lega Calcio - e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l'agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell'istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.