La maturità rappresenta un importante momento di passaggio per i giovani italiani da molti decenni. Da ragazzi, gli studenti cominciano a diventare uomini, si affacciano alla vita universitaria o lavorativa e il ‘rito’ della notte prima degli esami sarà qualcosa che difficilmente dimenticheranno negli anni a venire. Ma alla rilevanza simbolica dell’esame, si affianca a quella formale, burocratica, non per niente la maturità è infatti conosciuta anche come ‘esame di Stato’.
I giovani, si sa, possono essere mossi da uno spirito di ribellione, un sentimento che può essere così forte da sfogare addirittura nell’aula dell’esame orale di maturità. È questo il caso di tre studenti veneti che, in occasione del loro orale, dopo aver salutato la commissione d’esame e firmato il foglio di presenza, hanno scelto di non proseguire oltre, voltare le spalle ai professori e tornarsene a casa, senza però rinunciare a mettersi in tasca il diploma. Questo perché tutti avevano già raggiunto, con i crediti e le valutazioni precedenti, tra anni scolastici e prove scritte, i numeri sufficienti (il famoso 60) per poterlo conseguire, pur non avendo discusso l’esame orale.
I punti che si possono ottenere come voto di Maturità derivano dai seguenti parametri e sono così suddivisi: i crediti scolastici degli anni precedenti possono raggiungere un massimo di 40 punti, la prima prova scritta può dare un massimo di 20 punti, la seconda prova ne offre al massimo altrettanti e lo stesso vale anche per l’esame orale.
Ma cosa comporta non sostenere l’esame orale di maturità? Ad oggi se, come i tre veneti, si sono conseguiti abbastanza crediti per raggiungere il minimo necessario alla promozione, ossia il 60, non succede nulla di che. Al massimo si suscita un po’ di trambusto nella commissione d’esame. Ma in futuro, già dal prossimo anno scolastico, la situazione potrebbe cambiare radicalmente.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara non ha infatti affatto apprezzato la decisione dei tre studenti veneti, interpretandola probabilmente come insubordinazione e mancato rispetto delle regole. Il suo commento alla scelta di non sostenere l’orale è infatti stato molto netto. Il ministro lancia una proposta: “Chi rifiuta di sostenere l’orale di maturità sarà bocciato e dovrà ripetere l’anno”.

