L’Agenzia europea per l’ambiente – Aea, a giugno 2025, ha pubblicato uno studio sul rumore ambientale in Europa, presentando, appunto, i dati e le analisi più recenti sull’inquinamento acustico e sui suoi effetti sulla salute umana e l’ambiente in tutta Europa. La relazione si basa sulle informazioni fornite dagli Stati membri dell’Unione europea e da altri paesi dello spazio economico europeo – See rispetto alle relazioni 2022 della direttiva sul rumore ambientale (End).
Società, allarme dall’Agenzia europea per l’ambiente: i dati più allarmanti dell’esposizione all’inquinamento acustico
Stando a quanto riporta la ricerca condotta dall’Aea, “Oltre il 20% degli europei – più di uno su cinque – è esposto a livelli di rumore dei trasporti nocivi. Se misurati rispetto a L’Organizzazione mondiale della sanità – Oms, questa cifra supera il 30%, ovvero quasi un cittadino su tre”. Non è tutto, “Il traffico stradale è la fonte più diffusa di rumore dei trasporti, esponendo circa 92 milioni di persone a livelli superiori alla soglia di 55 dB per il periodo giorno-sera-notte, rispetto a 18 milioni per il traffico ferroviario e 2,6 milioni per il rumore degli aerei”. Inoltre, l’inquinamento acustico dovuto ai trasporti, sempre secondo il report, è un problema anche dal punto di vista economico, in quanto “comporta una perdita di 1,3 milioni anni di vita sana annualmente in Europa, equivalenti a un anno economico per costi di almeno 95,6 miliardi di euro, pari a circa lo 0,6% del prodotto interno lordo – Pil della regione ogni anno”.

fonte: EEA report 05/2025
Società, allarme dall’Agenzia europea per l’ambiente: il grave impatto dell’inquinamento acustico sulla salute
L’Agenzia europea per l’ambiente, attraverso il proprio report, poi, ha sottolineato il grave impatto che l’inquinamento acustico ha sulla salute delle persone, non solo adulti: “LeEsposizione cronica al rumore dovuto ai trasporti contribuisce a 66mila decessi prematuri annualmente in Europa, portando anche a circa 50mila nuovi casi di malattie cardiovascolari e 22mila casi di diabete di tipo 2”. A essere impattati negativamente anche i bambini: “Si stima che oltre mezzo milione di bambini abbiano difficoltà nella lettura e circa 63mila accusino problemi comportamentali dovuti all’inquinamento acustico causato dai mezzi di trasporto”. Lo studio stima anche che “quasi 16,9 milioni di europei soffrono di fastidi a lungo termine dovuti al rumore dei trasporti e circa 4,6 milioni soffrono di gravi disturbi del sonno. Secondo una nuova ricerca, il rumore potrebbe contribuire a migliaia di casi di depressione e demenza”.

fonte: EEA report 05/2025
Società, allarme dall’Agenzia europea per l’ambiente: progressi e prospettive riguardo all’inquinamento acustico
Basandosi sulla fotografica delle proiezioni attuali, il report definisce ‘improbabile’ che l’Unione europea riesca a raggiungere l’obiettivo stabilito nel piano d’azione dell’Ue del 2021 ‘Verso l’inquinamento 0 per aria, acqua e suolo’, “che prevede una riduzione del 30% entro il 2030 – rispetto ai livelli del 2017 – del numero di persone cronicamente disturbate dal rumore dei trasporti, senza l’adozione di misure aggiuntive, comprese modifiche normative o legislative”.
A riprovare tale affermazione, il fatto che il numero di persone fortemente infastidite dall’inquinamento acustico causato dai trasporti è diminuito “solo del 3% circa tra il 2017 e il 2022, un calo insufficiente rispetto al ritmo necessario per raggiungere l’obiettivo di riduzione del rumore previsto dal piano per l’inquinamento 0”.

fonte: EEA report 05/2025
Società, allarme dall’Agenzia europea per l’ambiente: l’inquinamento acustico danneggia anche gli animali terrestri e marini
Lo studio dell’Agenzia europea per l’ambiente si focalizza anche sull’impatto negativo dell’inquinamento acustico nei confronti della fauna terrestre e marina, precisando che: “L’inquinamento acustico può influenzare la fauna selvatica sia terrestre che marina, alterandone il comportamento, la fisiologia, la comunicazione e la percezione sensoriale, oltre a modificare le dinamiche tra predatori e prede. Il rumore può anche interferire con le funzioni degli ecosistemi, come l’impollinazione da parte degli insetti, compromettendo la produttività e la salute complessiva degli ecosistemi – continua – Almeno il 29% delle aree naturali europee protette nell’ambito di Natura 2000 è interessato da livelli di rumore da trasporto che potrebbero rappresentare un rischio per la fauna terrestre. L’inquinamento acustico sottomarino, causato da navigazione, costruzioni offshore ed esplorazioni marine, disturba la vita marina provocando stress e cambiamenti comportamentali, in particolare nelle specie che popolano le acque europee e che dipendono dal suono per sopravvivere, come balene e delfini. Le aree europee più esposte al rumore sottomarino includono alcune zone della Manica, lo Stretto di Gibilterra, parti del Mare Adriatico, lo Stretto dei Dardanelli e alcune regioni del Mar Baltico”.

fonte: EEA report 05/2025

