Raffaele Palladino, in queste settimane che seguono la prima sfavillante stagione in A del suo Monza, lo ripete di continuo: “Il calcio non ha memoria”. E lo fa per dire che è necessario voltare pagina, non aspettarsi un’altra annata come la precedente, quando i biancorossi di Berlusconi e Galliani erano arrivati a sfiorare la qualificazione in Conference League.
Il calcio senza memoria e la memoria selettiva del calcio
Che il calcio non abbia memoria l’avevano sottolineato anche Stefano Pioli, allenatore del Milan, prima del derby poi perso per la quinta volta consecutiva dai rossoneri. In campo non ci va il passato, era stato un po’ il concetto espresso in risposta a chi gli domandava delle precedenti quattro sconfitte contro i cugini, nel 2023. Qualche perplessità sull’assunto, in realtà, l’hanno maturata tutti tifosi milanisti che al 90′ hanno guardato sul tabellone del Meazza quella scritta che mai avrebbero voluto leggere: Inter 5, Milan 1.
C’è la memoria dei tifosi, ora, a dire quanto il calcio lasci nel cassetto dei ricordi. Almeno per il Milan, che nella serata di martedì 19 settembre torna in campo in Champions League per la sfida interna dell’ex Tonali. La tradizione rossonera in coppa è un giusto motivo di vanto per il club, che fa memoria delle 5 competizioni internazionali vinte nella propria storia. Perché di memoria, in questo caso, si parla eccome. E serve a lanciare le ambizioni ed aumentare quell’autostima che ora è l’Inter ad avere a mille, dopo il derby vinto per la quinta volta di fila e per di più con una cinquina.
La memoria di Simone Inzaghi prima di San Sebastian
La memoria, Inzaghi, ce l’ha eccome. Perché non ha problemi nel dire che “da quando sono arrivato all’Inter, si è subito stabilito un rapporto speciale” con i giocatori e con i tifosi. “Che nel derby ci hanno trascinato”, aveva spiegato dalla pancia del Meazza il mister give me five nerazzurro. Che la memoria selettiva la usa, seppur con cautela, per parlare del recente passato e dire con il sorriso che “solo il tempo dirà se Thuram può diventare più forte di Lukaku”. Quando Inzaghi pronuncia queste parole, il francese ha appena segnato un gran gol nel derby, il belga appartiene a quel passato che è meglio cancellare in fretta. La valigia resta leggera, ad Appiano Gentile, perché l’ambizione resta quella di fare un carico di nuovi successi. A partire da San Sebastian, terra di Spagna, per la prima di Champions sul campo della Real Sociedad.

