È stata creata una mappa che mostra come il patrimonio genetico, il dna, dei genitori si mescola al momento della riproduzione. A riuscirci sono stati gli studiosi di deCODE genetics di Amgen e la loro scoperta è stata resa pubblica online sulla rivista scientifica Nature.
Non è affatto raro incontrare figli che assomigliano molto ai loro genitori. Che si tratti della forma del naso o del colore degli occhi, c’è quasi sempre un elemento fisico che fa dire ‘è tutta suo padre’ o ‘ha il sorriso della mamma’.
Ma volendo andare più a fondo, e dunque guardando a quel che non si può capire dal solo dato estetico, come viene trasmesso e come si ricombina il dna?
Dopo 25 anni di studio e di ricerca, il team di deCODE genetics è stato in grado di creare la prima nuova mappa genetica che incorpora un rimescolamento su scala più breve -non crossover- del dna dei nonni. Si tratta di un dna difficile da identificare, per la grande similarità della sequenza.
La mappa identifica anche le aree del dna che non presentano importanti rimescolamenti, facendo dedurre agli scienziati che si tratti di sequenze che proteggono funzioni genetiche fondamentali o prevengono problemi nei cromosomi.
La ricombinazione è cruciale per la diversità genetica, tuttavia anche la stabilità di alcune aree è altrettanto importante. Errori nel rimescolamento, infatti, possono determinare gravi problemi a livello riproduttivo.
Nelle donne sono risultate esserci meno ricombinazioni non cross over, le quali però aumentano all’aumentare dell’età. L’elevata età anagrafica della gestante è infatti correlata ad un rischio maggiore di complicanze nel corso della gravidanza e problemi cromosomici nel nascituro. Negli uomini le ricombinazioni non cross over restano stabili con l’avanzare dell’età ma risultano leggermente maggiori rispetto a quelli che si registrano nelle donne.
Queste deduzioni sono importanti per comprendere perché alcune gravidanze non vanno a buon fine e anche come migliorare i trattamenti per la fertilità.
Essendo un problema, quello dell’infertilità, che riguarda ormai una coppia su dieci, è sempre più centrale capire come aiutare al meglio le coppie che desiderano avere un bambino ma non riescono.

