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Il portale gastronomico TasteAtlas ha stilato la classifica dei 100 cibi peggiori al mondo, pietanze ricche di sapori e tradizioni, ma talvolta che possono mettere a dura prova anche i palati più coraggiosi. Ecco la selezione dei piatti più singolari.

Cibi da incubo, i piatti italiani

Partendo dai piatti italiani peggiori al mondo secondo la guida online TasteAtlas sono i Nervetti, posizionati al 23esimo posto. Si tratta di un classico piatto del nord Italia composto da carne, cartilagine e tendini di stinco di manzo cucinati con l’osso. Quando sono teneri, tutti gli elementi vengono rimossi dalle ossa e lasciati solidificare, consentendo alle proprietà gelatinose di creare una delizia soda e gelatinosa. A volte vengono aggiunti alla miscela altri ingredienti come olive, cipolle o peperoni. I nervetti vengono sempre serviti ben freddi, tagliati a fettine sottili e sono principalmente abbinati a varie verdure. 

Un altro piatto da incubo secondo TasteAtlas tutto italiano, in 75esima posizione mondiale, è la Trippa alla Romana, che come si evince dal nome, è un piatto romano preparando lo stufato della trippa in una salsa di pomodoro aspra insieme a erbe fresche tritate finemente. Il piatto, inoltre, viene aromatizzato con aglio e cipolle. Quando è pronto per essere servito, si consiglia di completare il piatto con formaggio grattugiato come Parmigiano Reggiano o Pecorino Romano.

Cibo da incubo, nel podio due piatti svedesi

Al secondo posto del podio dei piatti peggiori al mondo c’è il Calskrove, un piatto svedese, invenzione del ristorante Tre Kronor della città di Skellefteå. Consiste in una pizza calzone farcita con hamburger e patatine fritte. E’ un piatto ipercalorico – secondo TasteAtlas –  originariamente creato per le persone che non sapevano se mangiare una pizza o un hamburger dopo una serata trascorsa in goliardica compagnia. 

Sempre la Svezia vince come piatto peggiore al mondo, aggiudicandosi il primo posto con il Blodplättar, letteralmente il ‘piatto di sangue’: un piatto tradizionale scandinavo in cui si prepara una normale pastella per pancake, che viene aumentata con l’aggiunta di sangue animale. Che siano formati come pancake più sottili, simili a crêpe, o come tipi più piccoli e gommosi, i pancake svilupperanno sempre una tipica tonalità marrone scura. Inoltre – continua TasteAtlas – spesso sono arricchiti con cipolle e spezie e sono guarniti con mirtilli rossi freschi o marmellata di mirtilli rossi.

Cibo da incubo, i piatti peggiori dalla terre islandesi 

Il terzo piatto peggiore al mondo secondo la classifica della guida online, poi, vede lo Svið, un piatto islandese. Si tratta di un piatto insolito e unico, composto da testa di pecora bruciacchiata, dimezzata e cotta. La testa viene poi cotta sul fuoco al fine di rimuovere la pelliccia e consumata. Il piatto è tradizionalmente servito con un contorno di rape schiacciate, gelatina di rabarbaro e purè di patate, specialmente durante la tradizionale festa islandese di metà inverno, chiamata Þorrablót .

Non è, invece, presente nella top 100 di TasteAtlas, ma è comunque un piatto probabilmente amato dagli stomaci più impavidi, l’Hákarl, una specialità dell’Islanda: si ottiene dalla fermentazione ed essiccazione della carne di squalo. Una particolare curiosità è che lo squalo non smaltisce mai l’urina in tutta la vita, ma la immagazzina in sacche situate sotto la pelle, quindi mangiare la carne venuta a contatto con queste sacche sarebbe del tutto impossibile. Pertanto, nel tempo, il popolo islandese ha trovato un metodo per renderla commestibile: lasciarla marcire sei mesi sottoterra in modo che perda gli acidi di cui si era impregnata. L’aspetto dell’alimento è simile a quello di cubetti di zucchero bianco, ma l’odore che emana è forte e ricorda molto l’ammoniaca. Si direbbe proprio uno dei piatti più difficili da apprezzare.