edamame
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Dal Giappone hanno conquistato il mondo e oggi l’Italia è il Paese europeo che ne produce di più: sono gli edamame, i fagioli di soia acerbi tipici della tradizione culinaria nipponica, e ormai amati anche in Occidente, che si consumano dopo la bollitura dei baccelli dentro cui si trovano i lucenti fagioli verdi.

La pianta da cui crescono, il Glicine max, è originaria dell’Asia e appartiene alla famiglia delle Fabaceae. Gli edamame – la cui parte edibile è quella del fagiolo, il baccello va quindi scartato al momento del consumo – sono una leguminosa dalla composizione nutrizionale equilibrata, con una prevalenza di grassi e proteine e una quantità poco più ridotta di carboidrati. Ottimo anche l’apporto di fibre di questo alimento. Cento grammi di edamame sgranati apportano circa 140 kcal.

I minerali e le vitamine di cui sono ricchi ne fanno un alimento prezioso per il benessere dell’organismo, da consumare non solo quando si sceglie di fare una cena al ristorante giapponese o cinese, ma anche come parte di una alimentazione bilanciata.
Ecco quali sono i principali micronutrienti degli edamame: buona quantità di proteine (36% – 46% del totale) con aminoacidi essenziali e di acidi grassi polinsaturi essenziali omega 3 e omega 6; presenti anche ferro, magnesio, potassio, fosforo, sodio, rame, zinco e selenio. Preziose anche le vitamine contenute negli edamame, come alcune del gruppo B e la vitamina K.

Queste caratteristiche lo rendono un alimento particolarmente indicato per chi segue una dieta vegetariana e vegana, dal momento che la dose di proteine vegetali contenuta negli edamame è rilevante, così come quella dei micronutrienti.

E’ possibile reperire questi ingrediente sia nei market asiatici ormai diffusi in tutta Italia sia in alcuni normali supermercati. Generalmente gli edamame sono venduti freschi, congelati o in barattolo. Sarà sufficiente