Non che lo stereotipo “pizza, mafia e mandolino” debba essere difeso, ma è universalmente riconosciuto (e ultimamente certificato anche dalla rivista Taste Atlas) che la cucina italiana non abbia eguali a livello internazionale. Dato l’assunto, diventa ancora più difficile da digerire il fatto che il parco a tema sul cibo realizzato qualche anno fa alle porte di Bologna – nell’Emilia che offre il non plus ultra della gastronomia tricolore – non abbia raggiunto i risultati sperati.
Fico chiude per quattro mesi e “riapre più bello di prima”
Quantomeno dal suo ideatore, Oscar Farinetti, fondatore di Eataly. Che della valorizzazione della cultura del cibo, dei processi della filiera e della salvaguardia di qualità e diversità ha sempre fatto il proprio cavallo di battaglia. Lo stesso Farinetti ha scelto Radio24 per rivelare che “il 31 dicembre chiudo Fico per poi riaprirlo ad aprile, più grande e più bello di prima”.
Il bilancio in rosso e la riapertura con nuovo nome: Grand Tour Italia
A non far quadrare i conti sono stati proprio i registratori di cassa: la gestione di Fico, lo scorso anno, ha contato perdite per 6 milioni e debiti per 18, costringendo i soci Farinetti e Coop alleanza a un aumento di capitale. Con la nomina del nuovo amministratore delegato, Piero Bagnasco, ora Fico Eataly World (acronimo di Fabbrica italiana contadina) cerca un rilancio che passa da una dieta invernale. ”
Ora l’annuncio dello stop and go. “Fra le cose che non mi sono venute propriamente bene, c’è anche Fico”, sono state le parole proprio di Farinetti. ” è una di queste. “Anche se, a me, piace da morire. Forse mi sono spiegato male, quindi va rivisto. E cambierà anche il nome: si chiamerà Grand Tour Italia e rappresenterà il viaggio nell’Italia e nelle Regioni: si entrerà in Val d’Aosta, si uscirà dalla Sicilia e dalla Sardegna passando in mezzo a tutte le regioni italiane”.

