Bartesaghi e Zeroli, quando entrano per l’ultima decina di minuti, confermano quel che il campo aveva già detto chiaramente: il Milan del futuro è già qui. Serviva solo una gara di ottavi di finale di Coppa Italia per confermarlo. E Pioli coglie l’occasione per schierare dall’inizio 4 giovani nati tra il 2004 e il 2005, in quella che sarebbe stata poi la vittoria per 3-0 sul Cagliari.
Coppa Italia, Milan-Cagliari 4-1: Pioli va ai quarti
Un Milan giovane e fresco, con la voglia di osare e la forza per farlo. Proprio quello che il palato rossonero aveva bisogno di trovare, per dare continuità a quelle che erano state le vittorie interne in campionato contro Monza e Sassuolo, intervallate però da quel 2-2 in extremis a Salerno che avevano acceso malumori e timori.
Coppa Italia, Pioli: “Il Milan vuole andare in fondo alla competizione”
Contro il Cagliari, al Milan bastano le due reti di Jovic (servito da Theo Hernandez sul primo gol, accompagnato quasi in rete dal coast to coast dello stesso francese nel raddoppio) per indirizzare la partita. Poi chiusa dal 3-0 di Traore e dal poker di Leao nel recupero, dopo la rete di Azzi ad accorciare le distanze negli ultimi minuti. Promosso a pieni voti Jimenez, in gol Traore, prova solida di Romero e solo qualche lampo di qualità di Romero. In un Milan che in versione B convince sia per l’agonismo dei suoi giovani che per la qualità di chi – come Reijnders, Theo e Adli – fa tutto fuorché snobbare l’appuntamento della Coppa Italia. Al triplice fischio, anche Stefano Pioli lo dirà apertamente: “I giovani non saranno più solo delle opzioni in caso di emergenza, ma anche delle alternative. E in Coppa Italia vorremo andare sino in fondo”.

