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La prima semifinale di Slam di Jasmine Paolini è giunta quasi naturale, nel percorso di crescita della numero 1 d’Italia. Un passo avanti rispetto all’Australia (ottavi) ma niente di sorprendente se consideriamo la stagione. Un’annata in cui ‘Jas’ ha raccolto il primo 1000 (a Dubai) e una serie di piazzamenti importanti che le hanno consentito di mettersi subito a ridosso delle top 10, con buone chance di entrarci a breve.

Jasmine Paolini protagonista al Roland Garros

Oggi è numero 7 della Race e battendo pure Elena Rybakina si è portata a quota 6. La dote decisiva dell’allieva di Renzo Furlan, attualmente, sembra proprio questa: la continuità. Battere Elina Avanesyan, sulla carta, non è niente di clamoroso. Come non era stato nulla di clamoroso avere la meglio su Saville, Baptiste e persino sulla Andreescu di questi tempi. Eppure Jasmine ha saputo reagire alle difficoltà con una sicurezza che in passato non aveva mai mostrato. Una sicurezza che deriva dai risultati, ma non solo. Deriva soprattutto dal lavoro. Un lavoro costante che ha portato miglioramenti in ogni settore, con il doppio (insieme a Sara Errani) a darle ulteriore fiducia consegnandole schemi d’attacco che fanno comodo, eccome, anche in singolare.

Da Sinner a Paolini: la stagione d’oro del tennis italiano

Grazie a Paolini e Sinner, l’Italia aveva già riportato una giocatrice e un giocatore nei quarti a Parigi dopo 4 anni (nel 2020 fu sempre Sinner, insieme a Martina Trevisan). Ora, anche la semifinale. Ma se ormai ci si sta abituando bene, si deve pure ricordare che una situazione del genere, per il tennis tricolore, ha solamente tre precedenti dal 1950 a oggi. Jasmine si sta avvicinando a grandi passi alle migliori della storia azzurra. Restano – per adesso – lontane le nostre Fab Four (Schiavone, Pennetta, Errani, Vinci), ma la toscana è molto vicina a un’altra grande ex come Silvia Farina (11 come best ranking, un quarto a Wimbledon) e ha ormai superato Sandra Cecchini (15 Wta) e Raffaella Reggi (13). Mentre risulta complesso fare paragoni con Lazzarino, Pericoli e Bossi, protagoniste prima degli anni Settanta. Ciò che sembra chiaro è che ‘Jas’, a 28 anni, abbia ormai trovato la piena maturità. Per arrivare dove, si vedrà.