Della partita, in fondo, importava poco o niente. Almeno per gli oltre 71mila che hanno preso posto al Meazza, di fronte ai 1800 tifosi arrivati da Roma. Inter-Lazio, nel sentire comune dei tifosi nerazzurri, era innanzitutto l’ennesima occasione di festa per lo scudetto numero 20, quello della seconda stella conquistata nel derby in casa del Milan. Motivi per continuare a festeggiare, insomma, il popolo di capitan Lautaro ne aveva più d’uno.
Inter dalla festa a San Siro a quella al Castello Sforzesco
E festa nei fatti è stata, con tanto di passerella finale in campo per i protagonisti dell’impresa, con una coppa da alzare al cielo per simboleggiare la supremazia sul campo, fino alle note di Ligabue e Tananai per celebrare il successo. Quasi che non ci fosse altro a cui pensare, quasi che non fosse di strettissima attualità la scadenza dei prestiti contratti nel 2021 da Steven Zhang e che ora vengono al pettine: o vengono restituiti con tanto di interessi lievitati (a spanne, un terzo dei circa 280 chiesti a suo tempo) o il fondo americano Oaktree sarà il nuovo proprietario dell’Inter. Il tempo stringe, si dice in questi casi, la verità è che di tempo non c’è proprio più. Non fosse stata per la festa nazionale in Lussemburgo, proprio all’indomani del festeggiamento sul campo (con tanto di serata di ulteriore giubilo al Castello Sforzesco, lunedì 20 maggio) sarebbe stato passaggio di mano. Il calcio che passa dagli studi legali non ha di certo l’appeal di un tacco di Thuram, un esterno sinistro di Dimarco e una giocata di Calhanoglu, ma resta il fatto che rischia di avere impatto diretto sugli stessi.
Le ore calde del passaggio tra Zhang e il fondo Oaktree
Perché l’Inter in queste settimane ha tre contratti in scadenza non proprio secondari, da formalizzare: proprio quello di Lautaro, quello di Inzaghi e quello di Barella. Chi metterà la firma sull’estensione degli accordi, è tutto da capire. Marotta nel frattempo ha lasciato intendere che quale che sia la proprietà, lo staff dirigenziale proseguirà con la formazione attuale. Quella tipo, quella dello scudetto. Squadra che vince non si cambia, insomma. Anche se – qualcuno sottolinea – sarebbe stata proprio l’Inter a meritare di più, tra un presidente da videomessaggi a distanza e un impersonale fondo americano.

