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Le prime ore da presidente per Beppe Marotta. Che la mattinata di oggi l’ha vissuta in un caleidoscopio di emozioni, dopo la nomina a numero uno del club, successivo al passaggio di riferimento azionistico da Zhang a Oaktree. “Le nomine proposte fanno seguito al recente cambio di proprietà del club”, si è infatti affrettato a comunicare l’Inter: “Il 22 maggio 2024, fondi gestiti da Oaktree capital management hanno assunto la proprietà del club a seguito del mancato rimborso del prestito triennale concesso da Oaktree alle holding dell’Inter”.

Il nuovo consiglio di amministrazione dell’Inter

Da qui la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, con l’ingresso di 6 nuovi membri in quota proprio del fondo americano. Insieme ai confermati Marotta e Antonello, oltre gli indipendenti Marchetti e Carassai, entreranno nel cda Alejandro Cano (Managing Director e Co-Head Europe per la strategia Global Opportunities di Oaktree), Katherine Ralph (Managing Director per la strategia Global Opportunities di Oaktree), Renato Meduri (Senior vice president per la strategia Global Opportunities di Oaktree), Carlo Ligori (Associate per la strategia Global Opportunities di Oaktree), Delphine Nannan (Senior Vice President per l’ufficio di Oaktree in Lussemburgo) e Fausto Zanetton (AD di Tifosy Capital & Advisory). “Il nuovo consiglio riunisce competenze provenienti dall’Italia e dall’Europa”, ha poi aggiunto in una nota il club campione d’Italia, “compreso il team di Oaktree, che ha collaborato con il club sin dal 2021. I nuovi membri del cda forniranno esperienza e competenze essenziali per realizzare gli obiettivi a lungo termine della società e per garantire la prosperità, la crescita e il successo dell’Inter”.

Le strategie e i prossimi passi del presidente Beppe Marotta

Ma è ovvio che i riflettori siano su di lui, Beppe Marotta. Che proprio dopo l’investitura non ha mancato di esprimere le proprie sensazioni: “Essere presidente dell’Inter è un’emozione grande. Ringrazio veramente Oaktree, è stato un attestato di grande fiducia davvero inaspettato. Continuerò a lavorare come facevo prima, grazie all’aiuto dei miei collaboratori. Il valore della memoria ha grande forza in questo momento. In mente ho la figura di Giacinto Facchetti, che come profilo probabilmente si avvicina a me. Sono finiti i tempi dei presidenti mecenati, ma hanno indicato in me la linea da seguire”.

Riguardo al proprio futuro, Marotta non svela quale potrebbero essere gli scenari che lo riguardano in prima persona dopo che già nei mesi scorsi aveva lasciato intendere che il proprio incarico con l’Inter sarebbe andato a esaurirsi entro il 2027. Dopo la nomina a presidente, Marotta risponde anche proprio su questo stesso punto: “La mia è una versione particolare della figura del presidente, perché sono un dirigente operativo”, ha aggiunto Marotta. “Ma finché c’è passione e anche voglia di lavorare chiaramente vado avanti. Il 2027 non è dietro l’angolo, cominciamo innanzitutto ad arrivarci”. Primo passo, i rinnovi di Lautaro, Barella e Inzaghi.