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Lo sport deve essere considerato ‘un farmaco’ e, in quanto tale, deve essere inserito nell’impegnativa medica e detraibile in sede di dichiarazione dei redditi. È quanto si sostiene nel disegno di legge “Disposizioni recanti interventi finalizzati all’introduzione dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia all’interno del Servizio sanitario nazionale”, firmato da tutti i partiti della X Commissione del Senato, dedicata agli affari sociali, alla sanità, al lavoro pubblico e privato e alla previdenza sociale, a fine luglio 2024.

Il testo del ddl inizia illustrando l’importanza della promozione dello sport per contrastare la sedentarietà: “Nei Paesi industrializzati la sedentarietà è divenuta il secondo più importante fattore di rischio per la salute, dopo il fumo di tabacco. Esiste una stretta relazione tra l’inattività fisica e le patologie cronico-degenerative – scrive la senatrice Daniela Sbrollini, dalla cui iniziativa nasce il ddl – che rappresentano circa il 75% delle cause di mortalità nei Paesi industrializzati. Gli effetti positivi dell’attività fisica sulla patologia cronica non trasmissibile, da quella cardiovascolare, al diabete, all’obesità, alla osteoporosi e ad alcune patologie neoplastiche quali il cancro del colon e della mammella, sono solidamente documentati in diversi studi internazionali”.

Il ddl è pensato dunque per “definire princìpi e criteri generali al fine di introdurre una strategia complessiva relativamente alla «prescrizione dell’attività fisica». La stessa, infatti, deve riguardare sia persone che presentano fattori di rischio, quali ad esempio ipercolesterolemia e obesità, sia persone affette da condizioni patologiche, quali, a titolo esemplificativo, cardiopatia ischemica e sindrome metabolica; entrambe queste condizioni, infatti, possono trarre sicuro giovamento da un esercizio fisico correttamente prescritto e svolto in modo controllato”.

Occorre, pertanto, che gli interventi di prevenzione mirati alla promozione dell’attività motoria, i programmi di sorveglianza sulla diffusione tra la popolazione dei fattori di rischio per malattie croniche, nonché la prescrizione controllata dell’attività fisica nei pazienti a rischio rientrino nei livelli DDL S. 287 – Senato della Repubblica XIX Legislatura 1.2.1. Testo DDL 287 Senato della Repubblica Pag. 4 essenziali di assistenza (LEA)” sottolinea nel testo del ddl la senatrice, che aggiunge “In relazione a quanto esposto, appare di tutta evidenza la rilevanza del ruolo svolto dal medico di
medicina generale e dal pediatra che sono il primo filtro di valutazione clinica della popolazione
interessata
“.

DiCamilla Galvan

Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l'inizio dell'attività professionale in Alanews, service ufficiale dell'agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport - come inviata in Lega Calcio - e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l'agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell'istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.