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Un cardiogramma con picchi e abissi di distacco, in questa sfida a due poco adatta ai deboli di cuore: la MotoGp intravede il finale di stagione e i suoi parametri vitali dicono che da tanti anni a questa parte il Mondiale era riuscito a emozionare così.

La volata finale del Mondiale di MotoGp a 3 tappe dal termine

Merito dell’incertezza e degli errori che rendono imponderabile l’andamento della rincorsa all’iride, quella che vede Pecco Bagnaia e Jorge Martin separati da 13 punti e con 111 ancora da assegnare nei tre finali weekend di gare. Impronosticabile, la conclusione del Mondiale, lo è per quel che i due piloti hanno fatto e non fatto durante tutta la stagione. Con Bagnaia sul +66 dopo la Sprint in Catalogna, il giorno prima della caduta che gli ha provocato dolori al fisico e al morale. Tanto che in Indonesia, dopo la Sprint, si era ritrovato a -7 dallo spagnolo. A sua volta colpevole di caduta l’indomani, con Bagnaia al + 18 e poi al + 27 dopo l’Australia.

Mondiale MotoGp: un vincitore c’è già ed è la Ducati

Stessa ambizione, insomma, ma anche stessa incostanza. E stessa moto, con l’italiano sulla Ducati ufficiale e l’iberico sulla Desmosedici del team Pramac. A voler ben guardare, una differenza in favore di Martin c’è: dopo Malesia e Qatar, il Mondiale si giocherà proprio in Spagna, con l’ultima tappa a Valencia e con il tifo di casa tutto dalla sua.