mal di testa
⏱️ < 1 ' di lettura

Il mal di testa, o cefalea, è uno dei disturbi neurologici più comuni al mondo. 

Nel 2023, secondo l’analisi dell’Università di Washington e della Norwegian University of Science and Technology, pubblicata su The Lancet Neurology, quasi tre miliardi di persone – circa un terzo della popolazione mondiale – hanno sofferto di almeno un episodio di cefalea nel 2023. 

La cefalea è tanto frequente quanto invalidante, capace di incidere in modo significativo sulla qualità della vita e sulla produttività di chi ne soffre. Questa condizione si distingue in primaria e secondaria: 

  • le cefalee primarie comprendono l’emicrania, la cefalea tensiva e quella a grappolo; 
  • quelle secondarie sono conseguenza di altre patologie o fattori scatenanti, come infezioni, sinusiti, problemi cervicali o abuso di farmaci.

L’ultima tipologia citata, per quanto paradossale, si manifesta proprio quando si fa uso eccessivo di analgesici o triptani contro il mal di testa. Questo fenomeno rappresenta oltre un quinto di tutta la disabilità correlata alle cefalee, creando un circolo vizioso difficile da interrompere: più farmaci si assumono per alleviare il dolore, più si rischia di peggiorarlo nel lungo periodo.

L’emicrania, pur essendo la meno frequente, è considerata la forma più invalidante di cefalea e provoca attacchi ricorrenti di dolore pulsante, spesso accompagnati da nausea, ipersensibilità alla luce e ai suoni e difficoltà di concentrazione. 

Lo studio internazionale ha classificato la cefalea come sesta causa di disabilità a livello mondiale, con una perdita di salute legata a queste condizioni pari a 541,9 anni vissuti con disabilità ogni 100.000 persone.

Ad essere più colpite, in misura più che doppia rispetto agli uomini, sono le donne di tutte le fasce d’età, le quali sperimentano anche un più alto livello di disabilità correlata alla condizione.