Cellulare al lavoro
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Durante l’orario di lavoro, sia che si lavori in presenza sia che si adotti lo smart working, il dipendente ha sia diritti che doveri. 

Diritti

Il lavoratore ha diritto di lavorare in un ambiente sicuro, e dunque a norma; di avere un tempo idoneo riservato alla pausa, durante la quale riposarsi e mangiare; di veder rispettato il suo orario di lavoro e quello di riposo e di avere un carico equo di mansioni da svolgere; oltre naturalmente ad essere adeguatamente retribuito. 

Doveri

Come accennato all’inizio però, il lavoratore dipendente ha anche dei doveri, come ad esempio la diligenza, ovvero l’accuratezza e l’impegno messi nel lavoro che si svolge; la fedeltà, ossia l’obbligo di mantenere un comportamento corretto e fedele nei confronti dell’azienda e di tutelare il bene della stessa; e l’obbedienza, cioè l’osservazione delle disposizioni date dal datore di lavoro.

Ecco quindi che, alla luce di queste considerazioni, è possibile capire che quando si sta lavorando bisognerebbe tener conto che i propri comportamenti, anche quelli che sembrano naturali, quotidiani e spontanei, come rispondere alle chiamate personali durante l’orario di lavoro, potrebbero configurarsi come una violazione dei doveri del dipendente.

A confermarlo è la Corte di Cassazione che ha spiegato come l’utilizzo del cellulare in ufficio può essere una causa di licenziamento del dipendente, se questo comportamento viene perpetrato nel tempo ed è causa di negligenza, perdita di tempo e distrazione. 

È vero anche però che il dipendente che viene sorpreso ad utilizzare il proprio smartphone durante il lavoro, dovrebbe essere soggetto ad un richiamo disciplinare prima di giungere alla misura definitiva del licenziamento. 

La norma è valida anche per l’utilizzo improprio dei social network. 

La sentenza del Tribunale di Milano

Una sentenza del Tribunale di Milano afferma infatti che: “È legittimo il licenziamento disciplinare nei confronti del lavoratore che usa il cellulare aziendale in maniera impropria al di fuori delle finalità istituzionali e per scopi futili in danno economico del datore di lavoro, per di più destinando a tale pratica una parte dell’orario di lavoro”.

Spento sì, sequestrato no

Nonostante il datore di lavoro abbia la facoltà di vietare l’utilizzo del cellulare ai propri dipendenti durante l’orario lavorativo, non può per alcuna ragione sequestrare gli apparecchi o perquisire il personale. Si tratterebbe di una violazione.