Cape Best Composizione di cornici
⏱️ 3 ' di lettura

Quando ancora era un’imbarcazione, ha accolto tra le sue fibre lo sciabordio delle onde e la salsedine dell’Oceano Atlantico e oggi, pur non solcando più il mare, continua a raccontarlo attraverso venature segnate dal tempo, colori sfumati dal sole africano e piccole imperfezioni che non sono difetti, ma tracce di vita. È il legno di cui sono fatte le cornici di Cape Best, pezzi unici che da Cape Town, in Sud Africa, raggiungono l’Italia grazie all’incessante lavoro di Arianna Garello Cantoni, dei suoi genitori Ornella Colli e Andrea Garello Cantoni, fondatori della realtà, e di Chiara Nardelli. 

Al centro dell’attività di Cape Best, che oltre alle cornici e ad altri oggetti di arredo propone un’attenta selezione di vini sudafricani, la sostenibilità ambientale e sociale, un approccio che ha come primo principio la circolarità e la creazione di valore per le realtà locali.

Legno cornici, courtesy of Cape Best
Legno da cui vengono realizzate le cornici, courtesy of Cape Best

Abbiamo realizzato un’intervista in esclusiva con il team in vista dell’evento del 2 e 3 dicembre, aperto al pubblico senza appuntamento, presso la sede dello show-room in viale Aretusa 37 a Milano (con orario 10-19).

“Ogni nostra cornice è un incontro con la storia di un luogo, con un artigiano, con un materiale che ha già vissuto e che merita una seconda possibilità – spiega Arianna – Rimettere in circolazione delle risorse naturali, come il legno, con un approccio che consente di sostenere le attività locali è molto importante per noi, che da sempre siamo legati ai concetti di sostenibilità e circolarità. Tutto è partito grazie ai miei genitori – racconta – che, dopo essersi appassionati dei vini sudafricani nei loro numerosi viaggi hanno deciso di farli conoscere anche in Italia. Poi sono arrivate le cornici in legno di recupero e, da lì in avanti, ci siamo lasciati guidare dalla voglia di esplorare e raccontare”. 

Composizione di cornici, pezzi unici, courtesy of Cape Best
Composizione di cornici, pezzi unici, courtesy of Cape Best

Investire sul territorio sudafricano e sui suoi professionisti, che fossero artigiani o cantine vinicole “ci permette di stringere dei patti commerciali con le attività in loco ma anche di dare un aiuto concreto alla circolarità delle risorse locali – aggiunge Arianna – Così è nato un progetto che unisce bellezza, etica e narrazione. Le cornici – ora protagoniste di un’esposizione speciale – valorizzano fotografie, illustrazioni e piccole opere di artisti con cui collaboriamo, ma portano soprattutto nelle case italiane un frammento di oceano e una storia di rinascita”. 

“Le cornici di Cape Best si adattano bene a qualsiasi ambiente e a qualsiasi casa, così come a tutti gli ambienti lavorativi – racconta Chiara, a cui fa eco Arianna – Si tratta di prodotti in netto contrasto con la standardizzazione e la produzione in serie a cui siamo ormai abituati, anche questo è il bello delle cornici di Cape Best”. 

Composizione di cornici, pezzi unici, courtesy of Cape Best
Composizione di cornici, pezzi unici, courtesy of Cape Best

Il 2 e 3 dicembre sarà quindi possibile vedere e toccare da vicino tutti i pezzi unici attualmente disponibili senza appuntamento. L’open day non è solo un invito allo shopping, ma un momento di incontro con i fondatori di Cape Best e con il loro sguardo sul mondo, nonché un’occasione per brindare con i vini sudafricani: “Eventi come questo ci permettono di ravvivare e rafforzare il rapporto con le persone, con i potenziali clienti e con quelli storici, che da anni ci seguono e ci sostengono” concludono Arianna e Chiara.

L'invito di Cape Best a Milano
L’invito di Cape Best a Milano