La Camera dei deputati si appresta ad esaminare il testo della quarta legge di Bilancio del governo Meloni.
Aumenta l’età pensionabile ma i redditi medi godranno di un taglio dell’aliquota Irpef del 2%; confermati i bonus casa ed edilizia ma i fondi per la sanità restano sotto alla media Ocse, nonostante i nuovi e più elevati stanziamenti.
Sono alcuni dei passaggi salienti di quanto previsto dal governo Legge di Bilancio 2026, recentemente approvata al Senato (il 23 dicembre) con 110 voti favorevoli, 66 contrari e 2 astenuti.
Ora il testo passa alla Camera dei Deputati, con il via libero definitivo che dovrà arrivare entro il 31 dicembre, affinché la legge di bilancio possa entrare in vigore il 1 gennaio 2026. Se così non dovesse essere, il governo entrerebbe in esercizio provvisorio.
La quarta Legge di Bilancio del governo Meloni può essere definita una manovra ‘leggera’, puntando su misure a costo relativamente basso, che aiutino a contenere la spesa corrente e ad evitare di ricorrere ad ulteriore debito.
Ecco i provvedimenti principali del testo della Manovra 2026:
- riduzione dell’aliquota Irpef – dal 35% al 33% – per i redditi tra i 28 mila e i 50 mila euro
- confermata la proroga di ecobonus, bonus ristrutturazioni e bonus mobili
- lieve aumento – pari a circa 20 euro al mese – delle pensioni minime
- sostegno alle imprese attraverso il riuso dell’iperammortamento, il credito d’imposta e gli incentivi per le Zone Economiche Speciali
- finanziamento al Servizio Sanitario Nazionale pari a circa 2,03 miliardi di euro nel 2026, più circa 2,12 miliardi nel 2027 e 2028
- potenziamento del bonus per mamme lavoratrici che, con altri strumenti di sostegno alle famiglie, riceve una dotazione complessiva di circa 1,6 miliardi di euro in più rispetto alle precedenti previsioni
- aumento dell’età pensionabile per vecchiaia, da 67 anni a 67 anni e un mese a partire dal 1 gennaio 2027, per poi arrivare a 67 anni e 2 mesi nel 2028.
- niente proroga di Quota 103 ed Opzione Donna
- 2,8 miliardi di euro nel 2026 e 4,6 miliardi nel 2027 per il rinnovo dei contratti del personale statale 2025‑2027, compresi aumenti accessori e salariali
- detassazione degli straordinari, notturni e festivi per incentivare il lavoro ma senza aumentare il costo netto per il lavoratore.

