Il tempo che bambini e giovani trascorrono immersi nel mondo digitale è in continuo aumento e l’avvento di social network e implementazioni che fanno della velocità e semplicità di fruizione il proprio faro, come le stories di Instagram e i video brevissimi di TikTok, ha tarato la soglia dell’attenzione degli utenti su livelli ancora più bassi, predisponendo molti bambini e adolescenti al rischio di sviluppare l’Adhd.
Per analizzare il fenomeno dello ‘scrolling compulsivo’, e quindi l’incapacità di smettere di cercare contenuti sempre nuovi e rapidi scorrendo la home dei social e restando incatenati allo schermo, e la sua correlazione con lo sviluppo di disturbi comportamentali e del neuro-sviluppo, in particolare del disturbo da iperattività e deficit di attenzione (Adhd), il ricercatore dell’università della California del Sud, Adam Leventhal, ha condotto un’indagine i cui risultati sono stati poi pubblicati sul Journal of the American medical association.
Il progresso e i cambiamenti che si susseguono con il passare degli anni non sono infatti sempre forieri di novità positive, se ne sono resi conto anche i ricercatori che hanno studiato la correlazione tra cibo ultra processato e lo sviluppo di allergie alimentari, come spiegato nel nostro articolo.

Per meglio comprendere i risultati dell’indagine, è importante sapere con esattezza che cos’è il disturbo da iperattività e deficit di attenzione (Adhd).
Caratteristiche e sintomi dell’Adhd
Parte della categoria dei disturbi del neuro-sviluppo, l’Adhd si caratterizza per il manifestarsi di iperattività motoria (esempio: incapacità del soggetto di stare seduto fermo sulla sedia durante le ore scolastiche) e disattenzione (esempio: il soggetto non riesce a mantenere l’attenzione e non riesce a portare a termine i compiti assegnati). Per poter diagnosticare questo disturbo, i problemi sopraelencati devono manifestarsi tra i 3 e i 12 anni e i sintomi devono essere costanti e durare almeno 6 mesi. L’Adhd influisce spesso sui risultati scolastici e sulla capacità di portare a termine quel che si deve fare.
I dati dell’indagine Usa sulla correlazione tra disturbo dell’attenzione e social
L’indagine ha riguardato un campione di 4100 ragazzi che frequentavano la scuola superiore e di età compresa tra i 15 e i 16 anni. Di questi, i ricercatori hanno selezionato 2.587 giovani senza disturbo dell’attenzione, i quali a loro volta sono stati suddivisi in tre gruppi sulla base della frequenza d’uso di 14 piattaforme digitali. A due anni di distanza, gli studiosi hanno valutato la comparsa dei nuovi casi di Adhd tra i partecipanti sani all’inizio dello studio.
Legame tra Adhd e eccessivo utilizzo dei social
I ricercatori americani hanno evidenziato che i giovani che trascorrono molto tempo sui social e utilizzano tanto lo smartphone ed altri device multimediali hanno un rischio doppio di sviluppare il disturbo da iperattività e deficit di attenzione (Adhd) rispetto ai loro coetanei che usano meno questi strumenti.

