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Il Monza entra nella fase dell’adolescenza e si domanda se continuare a guardarsi alle spalle o a immaginare cosa fare da grande. Lo dice la classifica, con i 3 soli punti che separano Palladino dalla quinta posizione dell’Atalanta, dopo che al Bentegodi è arrivata la quarta vittoria stagionale contro una diretta rivale per la salvezza: come Empoli, Sassuolo e Salernitana, anche l’Hellas deve far strada al Monza, capace nella stessa partita di infrangere anche il tabù dei gol su calcio piazzato.

Tutti i passi in avanti del Monza: calci piazzati e capacità di soffrire

Eccezion fatta per il rigore di Pessina proprio contro la Salernitana, il momentaneo 0-3 di Caldirola arriva su calcio d’angolo, con una testata vincente che – dopo oltre 60 tiri dalla bandierina – dice come i brianzoli riescano a segnare anche in questa modalità. Non la sola nota positiva, nell’1-3 in casa del Verona. Che dopo essere uscito tra i fischi all’intervallo, nella ripresa mette lì gli ospiti e sfiora il pari con Bonazzoli in avvio, impreciso su una palla vacante che si ritrova tra i piedi. Baroni cambia e per dieci minuti si parla solo veneto, con Djuric di testa e Faraoni in mezza girata che non inquadrano la porta.

Il Monza accanto alla Lazio: l’Europa è di nuovo vicina

È lì che il Monza dimostra anche di saper soffrire, difendendo il vantaggio di Colombo (triangolazione larga con Colpani, già pericoloso in precedenza con una serpentina in area chiusa con un tiro sull’esterno della rete) e poi concretizzare: Valentin Carboni, 2005 di proprietà dell’Inter, scappa sulla destra e serve Colombo, 2002 con cartellino rossonero. Che dopo il gol destro nel primo tempo, si accentra al limite e fa partire un sinistro sul secondo palo. Prima della fine, la zuccata di Caldirola e la deviazione di Pessina su tiro di Folorunsho per l’1-3 finale. Il Bentegodi fischia ancora, questa volta ancora più forte. Il Monza si ritrova accanto alla Lazio e sogna l’Europa.