Non si vedeva un dato peggiore dal 1987 per la Borsa di Tokyo: lunedì 5 agosto, infatti, il Nikkei ha aperto la giornata con un clamoroso tracollo, -12,4%. Dato preoccupante, ma se si guarda alle ultime tre settimane passate, comunque si è registrata una perdita del 26% (il 5,6 solo venerdì 2 agosto). A subire un crollo, come le pedine di una scacchiera, anche tutte le borse mondiali, rendendo il 5 agosto, denominato con l’espressione tipica per i crolli in Borsa, un vero e proprio lunedì nero. Martedì 6 agosto il rimbalzo dal Sol Levante, che apre al +10,2%.
Il lunedì nero delle Borse mondiali
Il rialzo dell’indice Nikkei ha in qualche modo sovvertito gli effetti del timore di recessione Usa e la rivalutazione dello yen, ma il 5 agosto ha visto capitolare anche i listini europei: Milano ha chiuso a -2,27% e nel corso della giornata ha perso circa il 4%; Londra, allo stesso modo, ha chiuso al -2,04%; Francoforte al -1,82% e Parigi al -1,42%. Duramente colpito anche l’Oltreoceano, con una delle peggiori perdite in quasi due anni: Wall Street ha chiuso con il Dow Jones a -2,60%, il Nasdaq a -3,43% e lo S&P 500 a – 3%. A picco anche il bitcoin, sceso sotto i 55 mila dollari e sono stati travolti i titoli azionari, con l’indice delle Big Tech di Wall Street (Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon, Nvidia, Tesla e Meta) arrivato a perdere fin quasi il 10%.
I fattori scatenanti del tracollo delle Borse mondiali
Non vi è un unico fattore a determinare il clamoroso tonfo dei mercati mondiali, ma molteplici e scaturiti dalla complessa situazione geopolitica attuale, che genera, inevitabilmente, ‘timori per il futuro’: la guerra in Medio Oriente, che non accenna a cessare, origina il rischio di una progressiva intensificazione dei conflitti mondiali; il pericolo di una recessione negli Stati Uniti; la forte svalutazione della moneta giapponese, lo yen, causata dall’aumento dei tassi in Giappone e tutte le incertezze socio-politiche di questo momento hanno portato i mercati globali in profondo rosso.
Crisi dei mercati globali, si invoca la Fed che rassicura
Il Federal Reserve System, conosciuto anche come Federal Reserve e informalmente come Fed, è la banca centrale degli Stati Uniti d’America. Dopo il tracollo generale, il mercato si è appellato alla Fed e il presidente della Chicago Fed, Austan Goolsbee ha dichiarato: “Il lavoro della Fed è massimizzare l’occupazione, stabilizzare i prezzi e mantenere la stabilità finanziaria. E’ quello che faremo, guardando sempre al futuro. Se le condizioni complessivamente si deterioreranno le aggiusteremo. E’ il modello della Fed di Chicago, non c’è mai un brutto tempo, ma solo vestiti inadatti”.
Borse mondiali: la quiete dopo la tempesta
Dopo la feroce tempesta del lunedì nero, i listini di tutto il mondo rivedono la quiete e il sereno: il territorio nipponico si rialza al +10,2%; la Borsa italiana, il Ftse Mib, avanza dello 0,61%; il Dax di Francoforte +0,79% e il Ftse 100 di Londra +0,54%. Flebile aumento per il mercato parigino, dove il Cac 40 registra un +0,04%. Lievi buone notizie anche per le Borse cinesi: la piazza di Shanghai apre con un +0,23% mentre l’indice Hang Seng di Hong Kong guadagna circa mezzo punto a 0,52%. Un netto rialzo anche per Seul con +5,35%.

