L’epidemia di influenza presenta annualmente un conto salatissimo non solo per la salute delle persone ma anche per il sistema sanitario, tra ricoveri, farmaci e assistenza.
Ogni anno, nel mondo, il virus dell’influenza causa oltre 250 mila morti e tra i 3 e i 5 milioni di casi gravi.
La prevenzione è l’arma fondamentale per cambiare la storia della malattia. In questo caso è rappresentata dalla vaccinazione antinfluenzale.
Fino ad oggi, però, la vaccinazione contro l’influenza è sempre stata legata ad una problematica intrinseca al virus stesso. Le mutazioni del virus rendono obsoleto il vaccino dell’anno precedente.
Ciò ha costretto per decenni ricercatori e industrie a ricalibrare ogni 12 mesi la composizione del vaccino, con implicazioni tempistiche e di costi non indifferenti.
Questa situazione ha reso negli anni sempre più evidente la necessità di riuscire a sviluppare un vaccino influenzale ‘universale’. Ossia un vaccino in grado di essere efficace sui diversi ceppi di influenza e di essere prodotto rapidamente e a basso costo.
Ad impegnarsi nell’impresa, con esiti positivi nei test sui topi, è stato un gruppo di ricercatori dell’università del Michigan guidato da Trang Hoang.
I risultati promettenti sono stati presentati al congresso dell’American Chemical Society a Chicago.
Le differenza con il vaccino contro l’influenza tradizionale
Il vaccino antinfluenzale ‘universale’ dei bioingegneri del Michigan non usa come incubatore le uova di gallina, come finora avvenuto con gli altri vaccini contro l’influenza, ma il lievito di birra.
A differenza di altre tipologie di vaccino, poi, quello testato con efficacia sui topi dai ricercatori americani è basato sul modello VLP, Virus Like Particle, che presenta, come riportato dagli stessi bioingegneri “un ottimale bilanciamento tra sicurezza, efficacia e adattabilità molecolare”.
Un’ulteriore sostanziale differenza rispetto ai tradizionali vaccini contro l’influenza è la proteina che il farmaco prende di mira. Non più quella presente sulla superficie del virus, l’emoagglutinina, che muta rapidamente, ma la proteina virale M2, estremamente meno soggetta a mutazioni.
Il direttore dello studio Trang Hoang ha infatti confermato che la proteina presa a bersaglio dal nuovo vaccino universale è rimasta relativamente conservata fin dalla pandemia influenzale del 1918 e mostra un’elevata conservazione della sequenza tra i ceppi di influenza A umani, suini e aviari.
I risultati del nuovo vaccino sui topi
Grazie all’incubazione nel lievito di birra, e non nelle uova di gallina, delle particelle simil-virali che presentano la proteina M2 sulla loro superficie, è stato possibile ottenere il vaccino in un mese soltanto, contro i sei richiesti dal vaccino tradizionale.
Somministrato a 18 topi, il vaccino si è dimostrato in grado di offrire una protezione dall’infezione pari al 100% per tre ceppi influenzali. I campioni di sangue dei roditori vaccinati hanno evidenziato alti livelli di anticorpi contro la proteina M2 di ben cinque ceppi influenzali.
La durata dell’immunità offerta dal vaccino è ancora tutta da verificare e saranno necessari altri step prima che il vaccino possa considerarsi pronto per la sperimentazione sull’uomo.
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Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l’inizio dell’attività professionale in Alanews, service ufficiale dell’agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport – come inviata in Lega Calcio – e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l’agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell’istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.

