difterite
⏱️ 3 ' di lettura

La difterite torna a far parlare di sé in Italia dopo la morte a Palermo di una bambina di 4 anni non vaccinata. 

Iss conferma ‘campioni positivi alla difterite’

L’Istituto superiore di sanità – Iss ha confermato che la piccola è deceduta a causa dell’infezione da Corynebacterium diphtheriae e della tossina responsabile della difterite respiratoria. 

Positivi alla difterite anche i tamponi di almeno dieci persone tra familiari e contatti della bambina, tutti asintomatici e vaccinati.

La corsa alla vaccinazione a Palermo

Il caso ha generato una corsa alla vaccinazione nella città di Palermo, presso i cui centri vaccinali si è registrata un’impennata delle richieste di vaccini.

La vicenda ha riacceso una domanda che riguarda non soltanto i genitori di bambini piccoli, ma anche gli adulti: perché una malattia oggi così rara può ancora essere tanto pericolosa?

Cos’è la difterite

La difterite è una malattia infettiva causata principalmente dal batterio Corynebacterium diphtheriae. A renderla particolarmente pericolosa è soprattutto la tossina che alcuni ceppi sono in grado di produrre.

La forma più grave è quella respiratoria, che colpisce generalmente gola, tonsille, faringe e laringe. 

Trasmissione

L’infezione si diffonde prevalentemente tramite secrezioni respiratorie, come la saliva o l’aerosol che si crea parlando, starnutendo o tossendo. Anche i contatti ravvicinati con una persona infetta possono determinare il contagio.

I sintomi della difterite 

I sintomi d’esordio possono essere quelli di un comune raffreddamento o di un’influenza: mal di gola, febbre, difficoltà a deglutire, debolezza e malessere. 

Quando la malattia progredisce può comparire uno dei segni caratteristici della patologia, ossia una spessa membrana grigio-biancastra, chiamata pseudomembrana, che aderisce alle mucose della gola ostacolando la respirazione e la deglutizione. Nei casi più severi l’ostruzione delle vie aeree può portare al soffocamento.

Sul sito dell’Istituto superiore di sanità si legge che “la difterite va sospettata nella diagnosi differenziale nelle seguenti patologie: faringiti batteriche e virali, mononucleosi infettiva, sifilide orale, candidosi, angina di Vincent. La diagnosi viene confermata dall’esame batteriologico delle lesioni”.

Se la tossina entra in circolo 

La tossina difterica può entrare nel circolo sanguigno e raggiungere altri organi, dando luogo a complicazioni potenzialmente molto gravi a cuore e cervello, come la miocardite, un’infiammazione del muscolo cardiaco che può provocare danni permanenti, e danni al sistema nervoso. 

Trattamento della malattia 

In caso di difterite le cure devono essere tempestive. Il trattamento prevede l’impiego di antibiotici e, nelle forme respiratorie, dell’antitossina difterica, che serve a neutralizzare la tossina circolante. 

Il ruolo del vaccino e la mortalità 

Finché non si è giunti alla scoperta del vaccino contro la difterite nel 1920, la malattia infettiva era una delle più temute per la popolazione infantile. Senza una cura, la mortalità raggiunge il 50% dei casi, se trattata invece si riduce al 10% circa. I bambini sotto i 5 anni sono quelli che corrono il rischio di sviluppare le forme più gravi,

Oggi in Italia è rara grazie alla diffusione della vaccinazione, ma la sua pericolosità non è comunque pari a zero, come ha evidenziato il caso tragico della bimba di Palermo.

Grazie al vaccino, l’organismo è protetto dagli effetti della tossina difterica.

La vaccinazione contro la difterite fa parte del vaccino trivalente e di quello esavalente, che rientrano nei vaccini dell’infanzia. Il trivalente è il vaccino contro difterite, tetano e pertosse, l’esavalente aggiunge a queste anche poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae di tipo b.

In età adulta si dovrebbe prevedere un richiamo del vaccino trivalente ogni 10 anni.

Chi non ricorda quando ha ricevuto l’ultima dose o non è sicuro di aver completato il ciclo vaccinale può rivolgersi al proprio medico o ai servizi vaccinali della propria Asl per verificare la propria situazione.

DiCamilla Galvan

Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l'inizio dell'attività professionale in Alanews, service ufficiale dell'agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport - come inviata in Lega Calcio - e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l'agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell'istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.