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‘Lavoro, aziende e benessere dei lavoratori: un’epoca nuova’. Questo il titolo dell’8° Rapporto Censis in collaborazione con Eudaimon presentato a Roma, che fotografa un cambiamento radicale nel rapporto tra lavoro e benessere, ponendo al centro una visione integrale della persona e del suo equilibrio psico-fisico. Ecco cosa richiedono maggiormente i dipendenti.

Lavoro, il welfare aziendale evolve: benessere a 360°

I lavoratori italiani associano in modo prioritario il concetto di benessere alla salute, per il 63,2%, alla tranquillità, per il 42,4% e all’equilibrio, per il 34,4%. Non è tutto, stando a quanto riportato dallo stesso report: “Al fondamentale star bene seguono due dimensioni psicologiche, mentali, quali tranquillità ed equilibrio. Inoltre, l’11,3% ha indicato la consapevolezza di sé, richiamando pratiche come la meditazione e la mindfulness. Ridotti i richiami ai componenti più materiali del benessere, quali ricchezza (8,6%) e agiatezza economica (7,5%)”.

Lavoro, il welfare aziendale evolve: i dipendenti pensano che l’azienda possa aumentare il benessere 

L’azienda o il proprio luogo di lavoro può fare molto per migliorare il proprio welfare. A pensarlo, secondo l’indagine, il 63% dei lavoratori dipendenti. Nel dettaglio, illustra il rapporto: “Ne sono convinti il 77,2% dei dirigenti, il 62,3% degli impiegati e il 62,3% degli operai. Sebbene il lavoro non sia più epicentro dell’identità individuale, resta un’attività fondamentale anche per il benessere di chi lavora e l’azienda può dare un importante contributo”. In tale contesto, però, per incrementare il benessere personale al lavoro, per le risorse è importante anche la propria responsabilità individuale: “il 66,7% dei lavoratori dipendenti è convinto che la conquista del benessere dipende anche da quel che sceglie e decide di fare, dalla sua responsabilità individuale. Condivide questa idea il 61,5% dei dirigenti, il 64,6% degli impiegati e il 72,5% degli operai. Ma la responsabilità individuale non significa che i dipendenti siano convinti che possano fare tutto da soli: oltre l’80% ritiene che Stato e istituzioni possano fare molto per migliorare le condizioni per il benessere psico-fisico individuale”. 

Lavoro, il welfare aziendale evolve: una buona dimensione lavorativa fa stare meglio

Ad impattare positivamente il benessere soggettivo sono anche le dimensioni del lavoro: per il 94,6% dei lavoratori dipendenti, infatti, lo è avere un buon rapporto con superiori e colleghi; per il 93,1% lo è la possibilità di operare con un certo grado di autonomia; per il 92,2% è importante un riuscito bilanciamento tra vita privata e lavoro. Tra gli altri aspetti, da non sottovalutare anche il lato flessibilità che: “negli orari di lavoro è importante per il 91,6% dei lavoratori, per il 64,1% la possibilità di lavorare anche in smart working. Per l’87,6% dei lavoratori dipendenti sentirsi valorizzati nel lavoro è importante per il proprio benessere mentale. Inoltre, per l’88,8% dei lavoratori il vero leader in azienda è colui che valorizza le persone”.

Lavoro, il welfare aziendale evolve: cosa chiedono i dipendenti

A richiedere in modo esplicito l’introduzione o l’aumento di benefit del welfare aziendale l’85,8% dei lavoratori dipendenti. Nel dettaglio, spiega il report: “l’80,3% – chiede – iniziative per la salute fisica, dalla palestra a corsi fitness di vario tipo; il 74,8% servizi per l’accesso alla cultura, che sia cinema, teatro, musei, acquisto libri; il 68,5% servizi per il supporto per la salute mentale”. Infatti, continua: “il 63,5% dei lavoratori dipendenti vorrebbe supporto nell’investire nel proprio benessere mentale con la possibilità di ricorrere ad uno psicologo o, anche, di svolgere attività di meditazione o yoga. Il 38,2% è profondamente convinto che fare meditazione lo aiuterebbe a gestire meglio situazioni di stress e quindi a essere più produttivo. Poi, l’89,4% ritiene che per gestire gli effetti di difficoltà e sofferenze si deve poter dedicare più tempo a sé stessi e alle cose che piacciono, coinvolgono, interessano. In particolare, per l’86,2% trascorrere più tempo con amici e parenti, per il 78,9% svolgere attività fisica, per il 73,9% coinvolgersi in attività culturali varie e per il 79% semplicemente potersi riposare”.