L’olfatto è il senso che ci permette di sentire e distinguere gli odori. Esso può essere più o meno sviluppato, a seconda di predisposizioni genetiche e condizioni ambientali.
Quando però chi ha generalmente un olfatto ‘sano’, ossia una normale percezione di profumi e odori, si accorge di alterazioni prima mai sperimentate, diverse quindi dall’ottundimento che caratterizza le sindromi da raffreddamento o influenzali, è bene cercare di risalire alla causa.
Anosmia e iposmia sono le condizioni che più frequentemente impattano sull’olfatto, compromettendo in toto o parzialmente la capacità di percepire gli odori in modo temporaneo o permanente. A queste si aggiungono anche l’iperosmia, che causa appunto una percezione maggiore degli odori, e la parosmia, che provoca una sensibilità alterata.
Le cause di queste condizioni possono essere svariate: da quelle ‘croniche’ come l’abitudine al fumo di sigaretta, a quelle passeggere, come la rinite allergica o la sinusite, fino a cause maligne quali tumori o potenzialmente tali, come i polipi.
In caso di anosmia, iposmia, iperosmia e parosmia è bene contattare un professionista come l’otorinolaringoiatra, che saprà indicare tramite l’anamnesi ed eventuali esami strumentali la causa del disturbo dell’olfatto.
Secondo le stime, le persone che soffrono di disturbi dell’olfatto è il 9-15% della popolazione, percentuale che sale vertiginosamente, fino a toccare il 50%, tra gli over 60.
Per dare voce a queste persone e aiutare la popolazione a sapere come riconoscere queste condizioni è nata la campagna “Mettiamoci Naso”, promossa dalla Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale (SIOeChCF) e presentata a Roma.
Obiettivo di “Mettiamoci Naso” è quello di aumentare la consapevolezza sui disturbi dell’olfatto così da favorire la diagnosi.

