pma
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A partire dal 30 dicembre 2024, la procreazione medicalmente assistita (pma) è entrata a far parte dei Lea, i livelli essenziali di assistenza a cui devono adeguarsi tutte le strutture del servizio sanitario nazionale e, dunque, tutte le Regioni italiane. 

Si tratta di una vera e propria rivoluzione poiché, fino all’entrata in vigore del nuovo decreto tariffe, la procreazione medicalmente assistita era appannaggio esclusivamente di chi poteva permettersela. 

Dallo scorso dicembre, invece, tutte le coppie in cui la donna abbia meno di 46 anni potranno accedere ad un massimo di sei cicli di pma, senza escludere alcuna tecnica, pagando solamente il ticket sanitario.

La spesa non era infatti trascurabile, e chi desiderava diventare genitore poteva trovarsi a spendere dai 5 ai 10 mila euro se effettuava la procedura in Regioni dove la pma non era ancora parte delle prestazioni erogate gratuitamente ai cittadini. 

Procreazione medicalmente assistita gratuita: perché è importante

La ricerca di una gravidanza può rivelarsi un percorso tortuoso per molte coppie che, nel 15-20% dei casi, si trovano a dover fare i conti con una diagnosi di infertilità dopo tanti tentativi ‘tradizionali’ non andati a buon fine. 

Nei nuovi livelli essenziali di assistenza l’infertilità viene riconosciuta come una patologia e questo apre le porte ad un più equo accesso alle tecniche di pma, consentendo alle coppie di eseguirle nella loro Regione di residenza senza dover cercare strutture all’estero o in altre Regioni dello Stivale. 

Pma: i numeri in Italia

I bambini nati da procedure di procreazione medicalmente assistita sono ad oggi circa il 4,2% in Italia. Si stima che con le nuove norme, questa percentuale potrebbe quasi raddoppiare nei prossimi anni. 

Secondo i dati resi noti nel rapporto del ministero della Salute sulla natalità, le gravidanze derivate da pma nel 2023 sono state 15.085, il 3,9% del totale. Le donne che hanno fatto ricorso hanno più di 35 anni e, per il 5,8%, un livello di istruzione molto alto.

Sempre nel 2023, il 50,4% delle donne che hanno trovato la gravidanza grazie alla pma è ricorso a taglio cesareo durante il parto. Altro dato interessante quello dei parti plurimi nei casi di procreazione medicalmente assistita: sono il 6,9% contro l’1,5% del totale delle gravidanze. 

DiCamilla Galvan

Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l'inizio dell'attività professionale in Alanews, service ufficiale dell'agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport - come inviata in Lega Calcio - e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l'agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell'istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.