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La Macedonia del Nord, ma anche una più quotata Svezia e un saliscendi geografico che passa anche dalla Corea del Nord. Di incidenti di percorso, che è eufemistico definire così, ne è costellato il tragitto non solo recente della Nazionale con quattro stelle sul petto. E che la partecipazione al prossimo Europeo in Germania deve ancora conquistarsela sul campo.

La vittoria dell’Italia 4-0 su Malta. Tutto tranne che scontato

Ecco perché anche il 4-0 su Malta non deve essere archiviato con la fretta di chi assaggia senza cura un piattino di sushi dal nastro scorrevole dei primi all you can eat. La vittoria di Bari, nella serata di sabato, andava innanzitutto cercata e poi ottenuta. E il gol di Bonaventura, la doppietta di Berardi e la ciliegina di Frattesi hanno sì apparecchiato quel che tutti si attendevano. Ma liquidare come scontato il successo acquisito sarebbe un errore.

Resta il fatto che il test probante gli Azzurri di Spalletti ce l’hanno martedì 17 ottobre, al cospetto di un’Inghilterra che alla prima del girone batté l’Italia 2-1 a Napoli, in quello che era allora lo stadio dell’attuale commissario tecnico.

Da una Germania all’altra: allora fu Mondiale, ma questa volta?

Anche in virtù di quei tre punti, gli inglesi è oggi pressoché scontato vederli già in Germania per il campionato continentale del prossimo anno. Sebbene la classifica dica che in testa ci siano loro con 13 punti, 3 in più di Italia e Ucraina (con una partita in più degli Azzurri). Mentre l’Italia sarà in campo con l’Inghilterra, a Malta (1 gol fatto e 14 subiti in 6 partite) ci saranno proprio gli ucraini, che il 20 novembre attenderanno Immobile e compagni nella sfida decisiva. Se Italia e Ucraina dovessero arrivare a pari punti (13-13, o anche con l’Italia in vantaggio)per andare agli Europei basterebbe un pareggio. Caso diverso se si perdesse con due gol di scarto: in quel caso, l’Italia (che il 17 novembre giocherà la casalinga con la Macedonia del Nord) sarebbe spedita agli spareggi di marzo.
Un incubo che nessuno vuol vivere, tra l’altro nei giorni in cui si affronta il terremoto del caso scommesse. Qualcosa di simile a quel che avvenne nel 2006 con Calciopoli e che portò alla vittoria Mondiale, sempre in Germania, e molti a dire che nelle difficoltà gli italiani sanno compattarsi. Sarà ancora così?