Con circa mezzo milione di casi all’anno nel nostro Paese, le infezioni correlate all’assistenza ospedaliera rappresentano una delle sfide della salute pubblica. Un terzo di queste infezioni è determinato da virus, funghi o batteri resistenti alla terapia antibiotica.
Il ruolo dell’antibiotico resistenza nelle infezioni ospedaliere
La resistenza antibiotica è infatti un altro tema caldo in sanità. I microrganismi resistenti causano 12 mila decessi all’anno in Italia, parti ad un terzo del totale europeo. Un dato, quest’ultimo, che porta l’Italia tristemente in cima alla classifica dei Paesi Ue per mortalità legata all’antibiotico resistenza. Se ne è parlato a Roma, al Ministero della Salute, nel corso del Convegno ‘Le infezioni in sanità’.
Secondo i numeri presentati al Ministero, la prevalenza di infezioni da assistenza raggiunge picchi addirittura del 20% nelle terapie intensive, mentre si ferma al 6-8% nei reparti per acuti.
Una problematica che pesa per quasi 800 milioni di euro all’anno sul Sistema sanitario nazionale.
Le definizioni dell’Istituto superiore di sanità
Le infezioni ospedaliere, si legge sul sito ‘Epicentro’ dell’Istituto superiore di sanità – Iss, sono “infezioni dovute a batteri, funghi, virus o altri agenti patogeni meno comuni, contratte durante l’assistenza sanitaria, che possono verificarsi in qualsiasi contesto assistenziale (ospedali, ambulatori di chirurgia, centri di dialisi, lungodegenze, assistenza domiciliare, strutture residenziali territoriali) e che al momento dell’ingresso nella struttura o prima dell’erogazione dell’assistenza non erano manifeste clinicamente, né erano in incubazione”.
L’Iss sottolinea inoltre che “l’espandersi delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria è influenzato da diversi fattori, tra cui ad esempio la diffusione di microrganismi resistenti agli antibiotici e la progressiva introduzione di nuove tecnologie sanitarie, che se da una parte garantiscono la sopravvivenza a pazienti in gravi condizioni, dall’altra consentono l’ingresso dei microrganismi anche in sedi corporee normalmente sterili”.
Le possibili soluzioni
Per rispondere all’emergenza dell’antibiotico resistenza, oltre alla prevenzione e ad una più attenta somministrazione di antibiotici ad ampio spettro, da impiegare solo in casi specifici, sono stati sviluppati degli ‘antibiotici reserve’, classificati come farmaci innovativi, capaci di fronteggiare le infezioni resistenti ai comuni antibiotici.
Fondamentale, secondo gli esperti presenti al confronto, anche l’approccio One Health, ossia una visione che abbraccia a 360 gradi il benessere umano, animale e ambientale.
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Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l’inizio dell’attività professionale in Alanews, service ufficiale dell’agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport – come inviata in Lega Calcio – e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l’agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell’istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.

