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Impossibile non parlare di lui. Vitor Roque, Capocannoniere del Sudamericano Sub-20 con reti, vero trascinatore del Brasile verso la conquista del dodicesimo titolo nella storia della Selecao giovanile, un trionfo che mancava da ben 12 anni. Vitor Hugo Roque Ferreira, centravanti dell’Athletico Paranaense, capace di adattarsi anche come ala destra in un 4-3-3, la metà dei suoi gol, infatti, è arrivata proprio in questa posizione, da dove può rientrare e sfoderare il suo mancino sopraffino.

Roque-Santos, la coppia del gol della Nazionale brasiliana al Sub-20

Insieme ad Andrey Santos ha composto il tandem perfetto della Nazionale verdeoro. Un duo che, nel futuro prossimo, può diventare la punta di diamante del Brasile, insieme a Rodrygo e Vinicius Jr. L’ex commissario tecnico Tite aveva già messo nel mirino Roque, inserendolo tra i preconvocati dei Mondiali in Qatar . Tuttavia in casa verdeoro, alla fine, si è per certi versi scritta una nuova pagina storia grazie all’esordio in Nazionale maggiore dell’attaccante . Un debutto tutt’altro che banale perché con i suoi 18 anni e 25 giorni, il calciatore dell’Atletico Paranaense è diventato il più giovane debuttante nella storia del Brasile dopo Ronaldo. Il classe 2005 è entrato in campo al 64′ – tre minuti prima del momentaneo pareggio di Casemiro – con Menezes che l’ha inserito al posto di Rodrygo.

Roque e il debutto da record in Selecao

Una manciata di minuti per prendersi un piccolo frammento di storia della Seleçao. Prima di lui, infatti, l’esordiente più giovane era stato proprio il due volte Pallone d’Oro che quando giocò la prima partita assoluta in Nazionale non aveva ancora compiuto 18 anni. Vitor Roque ha avuto quindi la possibilità di entrare nella top 10 dei calciatori più precoci a debuttare con la selezione brasiliana. Una speciale graduatoria che vede al comando l’irraggiungibile Pelé, che nel 1957 ha vestito per la prima volta i colori della Nazionale a 16 anni e 257 giorni.

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Velocità, potenza, precisione, una macchina da gol che il club brasiliano ha già fatto esordire sia in campionato che in Copa Libertadores, neanche a dirlo, ha già segnato in entrambi le competizioni . Un predatore sempre a caccia dell’occasione per buttare la palla in fondo al sacco, una sorta di Inzaghi brasiliano. Tigirinho, soprannome a lui accostato, è stato paragonato per fame, movimenti, senso del gol a Luis Suarez, ex centravanti del Barcellona. E sono proprio i blaugrana ad aver messo nel mirino il 18enne brasiliano. Da poco ha compiuto la maggiore età, e perché no? Che non sia arrivato il momento di salpare per l’Europa per Tigrinho?
Marco Micheletti