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Il panorama fiscale e aziendale in Italia ha introdotto importanti novità: il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il concordato preventivo biennale, che rappresenta uno strumento importante per la sfera di lavoratori autonomi. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 21 febbraio 2024 del decreto legislativo n. 13/2024 vengono, infatti, definiti i requisiti e le condizioni per l’accesso all’accordo con la fiscalità.

Dalle ultime Analisi statistiche condotte dall’Osservatorio partite Iva del Dipartimento delle Finanze del Mef, (ministero dell’Economia e delle Finanze), riguardo la totalità delle aperture di attività nel nostro Paese, emerge un ammontare pari a 344.707 partite Iva aperte da persone fisiche (lavoratori autonomi). 

Concordato preventivo biennale, di cosa si tratta e a chi è destinato

Un accordo tra lavoratore indipendente con Partita Iva e Agenzia delle Entrate, che permette di concordare, appunto, con largo anticipo le imposte dovute, per un periodo di due anni. Tale misura vede coinvolti sia i lavoratori con partita Iva con Isa (Indici Sintetici di Affidabilità), che, come suggerisce il nome, fungono da indicatori per fornire a professionisti e imprese un riscontro accurato e trasparente sul loro livello di affidabilità fiscale, sia coloro che hanno scelto il regime forfettario (regime fiscale che solitamente adottano piccole imprese e liberi professionisti, che prevede una serie di vantaggi), eccezion fatta per i contribuenti in regime forfetario che hanno avviato la propria attività nel 2023, che non riceveranno la proposta di concordato.

Chi è escluso dal concordato preventivo biennale

Sono presenti due cause di esclusione dall’accesso alla proposta di concordato preventivo biennale: la prima è la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi relativa ai periodi di imposta 2021, 2022 e 2023, coloro che hanno subito una condanna per reati tributari commessi nei periodi di imposta 2021, 2022 e 2023 o che presentano debiti tributari pari o superiori a 5mila euro con riferimento al periodo d’imposta 2023. 

Formulare la proposta di concordato, linee guida per i contribuenti 

L’Agenzia delle Entrate, entro il prossimo 15 giugno, rilascerà una piattaforma informatica affinché i contribuenti possano inviare tutti i dati utili all’amministrazione finanziaria per la formulazione di una proposta di concordato. L’accordo fiscale potrà essere accettato dai lavoratori indipendenti entro il 15 ottobre 2024. Nel caso in cui il ‘patto’ vada a buon fine, il ricalcolo dell’acconto delle imposte verrà rideterminato sulla seconda rata in scadenza, ma il totale dovuto per il primo acconto delle imposte rimarrà invariato, la cui scadenza è prevista per il periodo giugno-luglio 2024. È importante sottolineare che l’Iva è esclusa dalla nuova formula del concordato preventivo, restando, quindi, invariati consueti gestione e versamento. Inoltre, il reddito aggiuntivo incassato non sarà soggetto a tassazione.

Cosa accade in caso di rifiuto

Qualora il contribuente dovesse rifiutare la proposta di concordato formulata dall’Agenzia delle Entrate, potrebbe far rientrare il suddetto nella lista dei soggetti su cui fare maggiori accertamenti ed intensificare su di essi l’attività di controllo. 

Perchè il concordato preventivo biennale è vantaggioso 

Secondo quanto emerge dal testo del decreto legislativo recentemente approvato, in termini di vantaggi si apprende, come anticipato, che in caso di “maggiori o minori redditi effettivi, o maggiori o minori valori della produzione netta effettivi, rispetto a quelli oggetto del concordato”, non saranno previste modifiche sul fronte del calcolo delle imposte e dei contributi dovuti (i possessori di partita Iva che incasseranno più di quanto guadagnato non verranno tassati ulteriormente). Successivamente, tale manovra permette ai contribuenti di avere una ‘certezza fiscale’ per due anni e contribuisce a instaurare un rapporto più collaborativo con l’amministrazione finanziaria.

DiMariangela Da Campo

Nata a Venezia il 31 luglio 1996, dopo il diploma al liceo classico Cavanis di Venezia e un anno di collaborazione giornalistica con il settimanale diocesano ‘Gente Veneta’, a 19 anni mi sono trasferita a Milano, dove ho intrapreso il percorso di laurea in Comunicazione media e pubblicità presso l’Università di lingue e comunicazione Iulm di Milano. La pandemia da Covid-19 mi ha costretto a tornare nella mia città natale, dove mi sono laureata nel luglio 2020 da remoto. Successivamente ho collaborato per circa un anno con Kappavideo con cui ho avuto modo di imparare le basi del ruolo di operatore video. Nel 2021, tornata a Milano, ho iniziato a lavorare come giornalista , entrando nell’Ordine dei giornalisti e collaborando con l'agenzia videogiornalistica Estenews e dal 2021 con Adnkronos per cui, in occasione di eventi, realizzo coperture giornalistiche in testo e video. Oltre alla realizzazione di servizi video mi occupo di montaggio degli stessi.