Forse non crederete a quanto stiamo per scrivere ma, nonostante la cocente eliminazione con la Bosnia, ci sarà comunque un po’ di Italia al Mondiale.
Ebbene sì, esistono ancora talenti italiani capaci di essere presi in considerazione per un evento di tale portata, talenti che, per dirla tutta, proveranno anche ad essere protagonisti. Dai commissari tecnici allo staff medico, dagli arbitri ai match analyst, qualche “azzurro” che vivrà in prima persona questa avventura c’è e, “rosicamento” a parte, forse l’unica cosa che ci resta da fare, è “tifare” per loro oppure trovare un lato un po’ più leggero dell’evento… in fondo, dopo tre assenze consecutive, dovremmo essere esperti anche in questo.
Ma quindi, di chi si tratta? Eccoli qui, italiani ai Mondiali: chi tifare e dove trovarli (da Ancelotti a Montella) squadra per squadra.
Italia ai mondiali: da Montella ad Ancelotti
Partiamo dalla Turchia e da Vincenzo Montella. Il ct italiano ha costruito uno staff a tinte azzurre con Davide Russo, vice allenatore, Pierpaolo Pollino, preparatore atletico e Massimo Crivellaro, match analyst.
Come non citare il “nostro” Carletto Ancelotti? Dopo aver vinto di tutto e di più con numerosi club, l’ex giocatore ed allenatore del Milan si prepara alla sua prima esperienza sulla panchina di una Nazionale. E lo farà ‘nientepopodimeno’ che con il Brasile. Ma non sarà solo nella sua esperienza perché al suo fianco potrà contare su Francesco Mauri, vice allenatore, il figlio Davide Ancelotti, vice allenatore, Mino Fulco, preparatore atletico e Simone Montanaro, capo match analyst. Domande: e se dovesse riuscirgli il colpaccio?
Italia al Mondiale: forza Uzbekistan!
Persino l’Uzbekistan ha più italiani di noi, e che italiani fra l’altro. Fabio Cannavaro, ct, Francesco Troise e Paolo Cannavaro, vice allenatori, Antonio Chimenti, preparatore dei portieri, Eugenio Albarella, preparatore atletico. Memori di quell’indimenticabile 2006, non ci resta che tifare “Il Capitano”.
Altri nomi sparsi qua e là sono quelli di Gianni Vio, collaboratore tecnico degli Stati Uniti, Antonio Gagliardi, vice allenatore dell’Iran, Yuri Annecchiarico, fisioterapista della Francia, Mario Pafundi, fisioterapista della Norvegia, Guido Nanni, preparatore dei portieri dell’Algeria e Paolo Rongoni, preparatore fitness dell’Algeria.
“Squadra speciale”
E la squadra arbitri? Anche qui non manca l’Italia. Maurizio Mariani della sezione di Aprilia, nonché arbitro internazionale dal 2019, è rientrato nell’elenco dei 52 ufficiali scelti dal designatore Pierluigi Collina; Marco Di Bello ricoprirà il ruolo di VMO (Var), mentre Daniele Bindoni e Alberto Tegoni saranno assistenti.
Italiani…ma non troppo
È chiaro che un po’ di Italia la si può scovare persino là dove non ce n’è. Sì, perché, gli amanti del calcio, incollati di fronte a tablet e tv, potranno quantomeno contare sui loro beniamini stagionali, quelli che, in sostanza, tifano tutto l’anno con indosso la casacca del loro cuore.
Da Lautaro Martinez, a Kenan Yildiz, da Rafa Leao a Scott McTominay, da Charles De Ketelaere a Donyell Malen, ce n’è davvero per tutti i gusti e la speranza è sempre duplice: che portino a casa la pellaccia, senza infortuni, e che facciano bella figura, un po’ per pavoneggiarsi con gli amici al bar, un po’ perché agosto e la nuova stagione non saranno nemmeno troppo lontane al termine della competizione, ed è sempre meglio avere in casa un talento soddisfatto e sorridente.
Ma pensate davvero sia finita qui? Pensate davvero non ci siano altri motivi, anche un po’ meno tecnici per guardare il mondiale da buoni italiani rosiconi e super esperti?
7 motivi per cui non possiamo perderci il Mondiale
Italia al Mondiale sempre presente, anche se dal divano di casa propria, per collezionare anche qui imprese epiche tra una fetta d’anguria ed una sveglia improbabile.
Motivo numero 1. Allenare l’arte del “noi avremmo fatto meglio”.
Guardare partite altrui è il momento perfetto per trasformarsi nel CT perfetto direttamente dal divano di casa propria.
Motivo numero 2. Scegliere una squadra “adottiva” e soffrire lo stesso.
Tanto alla fine finiamo sempre per tifare qualcuno… e per disperarci. È nel nostri DNA, è come una fetta di pizza in qualunque ora del giorno… irrinunciabile.
Motivo numero 3. Criticare ogni singolo fallo con competenza da VAR umano.
Dopo anni di Serie A, siamo pronti a giudicare qualsiasi arbitro internazionale senza esitazioni, auto-eleggendoci “espertoni”.
Motivo numero 4. Fare scouting per il fantacalcio (anche se non serve, tanto non vinciamo mai nemmeno lì)
“Questo qui segna, me lo segno!”, poi scopri che gioca in Uzbekistan e che non è mai uscito da lì nemmeno per la luna di miele.
Motivo numero 5. Memare tutto senza pietà.
Autogol, tuffi teatrali, esultanze strane: materiale infinito per gruppi WhatsApp e Instagram.
Motivo numero 6. Riscoprire che il calcio è anche spettacolo.
Senza coinvolgimento emotivo totale, si riesce persino ad apprezzare una bella partita (in Italia non ne vediamo una dal 2006).
Motivo numero 7. Fare cultura internazionale… a modo nostro
Ovvero: imparare nomi impronunciabili e poi italianizzarli con sicurezza assoluta.
Motivo 7+1. Perché tanto alla fine lo guardiamo lo stesso.
È un classico. È un po’ come il panettone a Natale, la dieta del lunedì… tutto il contrario di tutto, e poi sempre là, eterni bamboccioni di fronte a tentazioni a cui non sappiamo proprio resistere.
Nonostante l’assenza della Nazionale, diversi tecnici italiani guideranno altre selezioni. Tra i nomi di spicco figurano Vincenzo Montella sulla panchina della Turchia, Carlo Ancelotti alla guida del Brasile e Fabio Cannavaro come commissario tecnico dell’Uzbekistan.
Il “clan” italiano al seguito di Ancelotti è numeroso e qualificato. Include il vice allenatore Davide Ancelotti, Francesco Mauri (anche lui vice), il preparatore atletico Mino Fulco e il capo match analyst Simone Montanaro.
Sì, la scuola arbitrale italiana è rappresentata ai massimi livelli. Tra i 52 ufficiali di gara scelti da Pierluigi Collina figura Maurizio Mariani, accompagnato da Marco Di Bello al VAR e dagli assistenti Daniele Bindoni e Alberto Tegoni.
Anche senza l’Italia, il nostro campionato “gioca” il Mondiale attraverso i suoi protagonisti stranieri. Occhi puntati su stelle come Lautaro Martinez, Kenan Yildiz, Rafael Leão, Scott McTominay, Charles De Ketelaere e Donyell Malen.
Il Mondiale resta l’evento calcistico per eccellenza. Oltre a fare scouting per il Fantacalcio o seguire i professionisti italiani impegnati con altre nazionali, è l’occasione perfetta per godersi lo spettacolo del calcio internazionale senza lo stress del tifo d’appartenenza, allenando l’ironia e la “competenza” da divano.

