La guida pratica ce l’abbiamo, i pronostici sulle favorite pure, come possiamo completare questa prima tripletta di puntate di Road to Mondiale 2026? Con i giovani talenti, chiaramente.
Quante volte abbiamo visto esplodere calciatori in occasione della Coppa del Mondo? E quante altre si sono rivelati meteore, apparse velocissime nel mese di competizione, senza poi lasciare il segno altrove? Ma poi c’è anche un’altra buona fetta di atleti che è riuscita a sfruttare il Mondiale per una consacrazione definitiva o come trampolino di lancio. Cosa potrà succedere in questa edizione? Le aspettative sono altissime, il desiderio di innamorarsi di qualche giovane idolo c’è, ma anche la voglia di azzardare alcune scommessa. E allora, partiamo.
Mondiale 2026, giovani…ma non troppo
La carta d’identità fice “giovanissimi”, ma in realtà il loro curriculum parla già di trofei e presenze di spessore in tante competizioni.
Lamine Yamal (Spagna)
Fenomeno assoluto del Barcellona e della Roja, ha già infranto ogni record di precocità segnando in tutte le competizioni. A soli 18 anni è considerato tra i migliori al mondo per dribbling e visione di gioco, e dopo aver regalato giocate che infrangono ogni statistica, il fantasista del Barcellona sarà il fuoriclasse assoluto della Spagna allenata da Luis de la Fuente…forse. Già, perché un infortunio muscolare sta tenendo tutti in ansia. La stagione con il club l’ha già forzatamente messa in archivio, ma al Mondiale 2026 farà di tutto per esserci e per azzardare il colpaccio con la sua Spagna. Dopo aver già scritto la storia agli Europei 2024, il numero 10 blaugrana punta ora al trofeo più ambito da ogni calciatore e a entrare nella leggenda della Roja.
Pau Cubarsí (Spagna)
In due anni è diventato un pilastro del Barcellona e della Roja grazie a una tecnica e una visione di gioco fuori dal comune. Dopo l’oro olimpico, il diciottenne punta al trono mondiale. Gioca come difensore centrale, di piede destro, è forte fisicamente, bravo negli anticipi e nel gioco aereo. È considerato uno dei più grandi talenti della storia de La Masia nonché uno dei più grandi prospetti della sua generazione, tanto da essere paragonato al connazionale e leggenda del Barcellona Piqué.
Franco Mastantuono (Argentina)
Diciottenne del Real Madrid, si è imposto subito tra i Blancos segnando la sua prima rete nella Liga contro il Levante. Già nel giro della nazionale maggiore, sogna di difendere il titolo mondiale, magari proprio accanto ad un certo Messi, suo idolo da sempre. Trequartista mancino, dotato di una notevole velocità per poi infilarsi tra le linee alla ricerca della finalizzazione. Abilissimo nel dribbling e nei calci piazzati, dispone anche di una notevole visione di gioco.
Estêvão (Brasile)
L’esterno del Chelsea, ex Palmeiras, è già un punto fermo della Seleção a soli 18 anni. Protagonista nel Mondiale per Club, ha segnato quattro gol negli ultimi due raduni nazionali e sa che con Carlo Ancelotti pronto a guidarlo, potrebbe avere tra le mani un’ottima chance. E poi non sottovalutiamo la voglia di riscatto dei verdeoro, da qualche tempo fuori dai radar delle finaliste.
Ibrahim Mbaye (Senegal)
Stella del PSG e più giovane marcatore della storia del Senegal, è un esterno dal dribbling devastante. Con Sadio Mané verso la fine della carriera, Mbaye è già designato come suo erede naturale. Il 15 novembre 2025 esordisce con la nazionale senegalese nella sconfitta per 2-0 in amichevole contro il Brasile e giorni dopo realizza la sua prima rete per i senegalesi nel successo per 8-0 in amichevole contro il Kenya.
Segni particolari: giovanissimi
Forse un po’ meno conosciuti di altri, ma la qualità non manca nemmeno in quest’elenco.
Luke Brooke-Smith (Nuova Zelanda)
Classe 2008 del Wellington Phoenix, è un attaccante veloce e abile nel dribbling. Ha esordito in nazionale maggiore nel settembre 2025 contro l’Australia e rappresenta la carta a sorpresa di Darren Bazeley per il Mondiale.
Yan Diomande (Costa d’Avorio)
Esploso al RB Lipsia con 11 gol in 16 partite, l’attaccante diciannovenne è la nuova stella ivoriana. Ha trascinato la nazionale ai quarti di Coppa d’Africa e alla qualificazione mondiale. Il suo esordio in nazionale maggiore risale al 10 ottobre 2025 nella sfida vinta in trasferta per 0-7 contro le Seychelles, in cui ha realizzato un gol. Va a segno nuovamente quattro giorni dopo nel successo per 3-0 contro il Kenya, con cui consente agli ivoriani di qualificarsi ai Mondiali 2026.
Lennart Karl (Germania)
Fenomeno diciassettenne del Bayern Monaco, brilla per estro, rapidità e fiuto del gol tra trequarti e fascia. Il 19 marzo 2026 viene convocato per la prima volta in nazionale maggiore. Undici giorni dopo esordisce con la massima selezione teutonica nella vittoria in amichevole per 3-4 e in trasferta contro la Svizzera. Nagelsmann ora non può più non prenderlo in considerazione per la Coppa del Mondo.
Gilberto Mora (Messico)
Asso del centrocampo del Club Tijuana, a 15 anni è diventato il più giovane vincitore di un torneo internazionale (Gold Cup) nonché il più giovane ad andare a segno nella prima divisione messicana. È considerato una superstar del calcio messicano per eleganza e visione. Gioca in casa.
Kendry Páez (Ecuador)
Di proprietà del Chelsea, il fantasista classe 2007 ha già 23 presenze e il record di più giovane marcatore sudamericano nelle qualificazioni. Il 5 giugno 2023 ha ricevuto la prima convocazione con la Nazionale maggiore, Esordisce, a 16 anni e 131 giorni, settembre seguente nel successo per 2-1 contro Uruguay. il secondo giocatore più giovane nella storia delle nazionali sudamericane dopo Maradona.
Ryunosuke Sato (Giappone)
Trequartista del FC Tokyo dal baricentro basso e controllo millimetrico. Ha trascinato il Giappone U-20 in Cile ed è pronto per il grande salto in Europa. Il 23 maggio 2025 viene convocato per la prima volta in nazionale maggiore, in vista delle gare di qualificazione mondiale. All’età di 18 anni e 237 giorni, diventa il giocatore nipponico più giovane ad aver mai preso parte ad una gara ufficiale di qualificazione del Giappone.
Mondiale 2026, il recap
Undici talenti più o meno conosciuti: i numeri sono già dalla loro parte ma quello che speriamo ci colpisca di più, sarà l’estro e la personalità con cui affronteranno questa competizione. Di fronte al vuoto azzurro, ahinoi, i più romantici hanno il profondo desiderio di credere che la bellezza del calcio sia ancora nei sogni di un bambino arrivato a trascinare il suo paese sul palcoscenico più ambito.

