‘No all’Ice alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026’: è il messaggio di migliaia di post e immagini condivise sui social dopo che, dalla scorsa settimana, si sono rincorse le voci sul possibile arrivo di agenti in forza all’Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione e le dogane, alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali 2026.
A suscitare timore e indignazione per la paventata possibilità dello sbarco di forze dell’Ice in Italia, le vicende di cui queste sono state recentemente protagoniste a Minneapolis, come l’uccisione della poetessa 37enne americana Renée Good e quella dell’infermiere Alex Pretti, anch’egli di 37 anni e americano. Episodi di violenza che hanno suscitato forti contestazioni e manifestazioni di protesta in tutto il Paese governato da Donald Trump.
Ma l’Immigration and Customs Enforcement potrebbe effettivamente arrivare nel nostro Paese al fianco della delegazione olimpica americana?
A pochi giorni dalla ‘scrollata di spalle’ del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla notizia del possibile arrivo dell’agenzia federale statunitense per l’immigrazione e le dogane per le Olimpiadi – “Non mi risulta, ma anche se fosse […] non vedo quale problema ci sia” aveva dichiarato – fonti qualificate del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, negano al momento la possibilità.
“Si smentisce che Ice Usa opererà in Italia. Non ci sono ad oggi accordi di collaborazione sottoscritti per le Olimpiadi – fanno sapere – Ogni attività di ordine e sicurezza pubblica in Italia è gestita, senza possibilità di deroghe, dal ministero dell’Interno e dalle articolazioni territoriali: prefetture e questure. Non risulta, al momento, che agenti di Ice Usa vengano al seguito della delegazione americana al fine di scortarla. La composizione della scorta Usa, infatti, non è stata ancora comunicata dalle loro autorità”.
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana aveva invece affermato poche ore prima che, se dovessero giungere agenti dell’agenzia federale statunitense per l’immigrazione e le dogane per le Olimpiadi, essi avrebbero come unico compito quello di “proteggere J.D. Vance e Marco Rubio”, rispettivamente vicepresidente e segretario di Stato Usa.
Mentre la polemica montava e le possibilità lasciate aperte da alcuni si scontravano con la chiusura di altri, il Gruppo del Partito Democratico del Senato ha presentato un’interrogazione nella quale si chiede di essere messi al corrente se “corrisponda al vero la notizia riguardante la presenza dell’Ice ai Giochi olimpici e paraolimpici invernali Milano-Cortina 2026 e, in caso affermativo, di “chiarire in base a quali accordi o protocolli sia previsto l’utilizzo di Ice per garantire la sicurezza del vice presidente e del Segretario di Stato degli stati Uniti, solitamente affidata alla United States Secret Service”.
Un’agitazione collettiva che mostra come i gravi fatti avvenuti in Minnesota abbiano avuto un forte riverbero anche sull’opinione pubblica europea e italiana.

