alimentari
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C’erano una volta i negozi di prossimità, la vita di quartiere e il piccolo alimentari che faceva assaggiare i prodotti ai clienti prima dell’acquisto. 

Prima del diffondersi a macchia d’olio dei punti vendita della grande distribuzione e, soprattutto, degli e-commerce, infatti, i negozi di quartiere la facevano da padrone: per il pane c’era il panificio a pochi passi da casa, per la carne e il pesce macelleria e pescheria, per i giornali le edicole e per la socializzazione i bar. Oggi, invece, per acquistare tutte queste cose si va al supermercato, al centro commerciale o, ancora meglio, si apre il computer e si ordina tutto online.

Questo processo di desertificazione degli esercizi commerciali di quartiere a favore dei grandi centri commerciali porta non solo ad un impoverimento del tessuto sociale e dei servizi ai cittadini, ma anche alla catastrofe economica per quei negozianti che hanno visto chiudere i loro negozi e sfumare il lavoro di una vita. 

Secondo l’analisi di Confesercenti ‘Commercio e servizi: le oasi nei centri urbani’ in dieci anni, tra il 2014 e il 2024, hanno chiuso oltre 140 mila imprese di commercio al dettaglio, 46.500 delle quali erano alimentari, bar, edicole e distributori di carburante. 

Tra queste chiusure, spiccano per numero quelle dei forni, 1.077 in 10 anni, e quelle delle panetterie, -814, provocando a livello nazionale un calo rispettivamente del 3,9% e del 19,4%. Sono invece 468 le pescherie che hanno chiuso i battenti nell’ultimo decennio e 5.247 le macellerie, con un calo di presenza a livello nazionale del 17,6%. Va male anche a latterie e formaggerie, con un calo del 22,6% e 407 punti vendita chiusi.

DiCamilla Galvan

Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l'inizio dell'attività professionale in Alanews, service ufficiale dell'agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport - come inviata in Lega Calcio - e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l'agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell'istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.