Ue: un nuovo tipo di larva nelle tavole dell’Europa Cosa ci sarà dentro i nostri piatti?
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La sostenibilità è un concetto ormai diffuso in tutto il mondo per combattere l’emergenza climatica ed ora sta prendendo piede anche in cucina: la Commissione europea, infatti, ha lanciato una proposta, approvata dagli Stati dell’Ue, secondo la quale, a partire dal 26 gennaio 2023, sarà implementato fra gli alimenti in commercio nel mercato europeo un nuovo tipo di larva. Ecco di cosa si tratta:

Le larve della farina

In gergo scientifico si tratta delle Alphitobus diaperinus, larve del verme minore della comune farina che tutti noi possediamo in credenza. Dal 26 gennaio, quindi, la Commissione Ue ha autorizzato la società Ynsect NL B.V. a commercializzare nel mercato europeo queste larve, che si potranno acquistare in 4 formati:

  • Congelate;
  • In pasta;
  • Essiccate;
  • In polvere. 

Altri insetti approvati dall’Ue

Le larve della farine non sono i primi insetti approvati dall’Ue: ad oggi si possono trovare in commercio anche le larve gialle della farina, le locuste e i grilli. 

Etichettatura

Sebbene si stia parlando di proteine e di alimenti sicuri per il nostro organismo, come tantissimi altri prodotti più consueti che si possono reperire al supermercato, anche questi insetti necessitano di un severo protocollo di etichettatura per quanto riguarda l’allergenicità, al fine di scongiurare possibili attacchi allergici a crostacei, acari della polvere e ai molluschi nei soggetti a rischio.

Impatto ambientale e Orizzonte Europa

Lo studio sulle proteine derivate da insette è finanziato da Orizzonte Europa e l’introduzione degli insetti nell’alimentazione delle famiglie europee fa in modo che il loro allevamento potrebbe contribuire anche a ridurre le emissioni di gas serra e lo spreco alimentare. 

Ma sono tutti convinti?

Non proprio. Molti europarlamentari hanno chiesto quali siano le misure che la Commissione europea intende prendere “per chiarire quali siano i metodi di produzione” dei prodotti che arriveranno in Europa dal 24 gennaio 2023, sottolineando il fatto che “la maggior parte di questi insetti proviene da Paesi extra Ue, come Vietnam, Thailandia o Cina” e non solo: gli eurodeputati chiedono quali studi e ricerche sono previste “per approfondire la possibilità di reazioni allergiche e per evitare che venga messa in pericolo la sicurezza alimentare dei cittadini europei”.