Il 10 luglio 2025 il Gruppo Ferrero e Wk Kellogg Co hanno reso noto di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione del più noto brand di cereali americano da parte dell’italiana guidata da Giovanni Ferrero, presidente esecutivo, e Lapo Civiletti, amministratore delegato (ceo) per un totale complessivo di 3,1 miliardi di dollari, pari a 23 dollari per ogni azione detenuta dagli azionisti.
Nella nota inviata alla stampa dalle aziende si legge: “L’acquisizione, che comprende la produzione, il marketing e la distribuzione del portafoglio iconico di cereali per la colazione di WK Kellogg Co negli Stati Uniti, Canada e Caraibi, fa parte del piano strategico di crescita di Ferrero ed estende la presenza dell’azienda a più momenti di consumo, grazie a marchi rinomati e molto amati dai consumatori. Questa operazione rappresenta un ulteriore capitolo nella strategia consolidata di Ferrero, volta ad acquisire, investire e far crescere marchi iconici, continuando ad ampliare la propria presenza e offerta di prodotti in Nord America”.
Nella regione dell’oltreoceano il Gruppo ha già 14mila dipendenti nei 22 stabilimenti in cui si producono i prodotti dei marchi del portafoglio Ferrero in Nord America. Oltre agli storici Nutella, Kinder, TicTac e Ferrero Rocher, la multinazionale nata in Italia può contare anche su iconici marchi americani del food, come Jelly Belly, Nerds, Butterfinger, Keebler, Famous Amos, Blue Bunny, Trolli, Bomb Pop e Halo Top.
Con l’acquisizione di Wk Kellogg Co, di cui già nel 2019 aveva assorbito il comparto dei biscotti e degli snack alla frutta, Ferrero conta sui più noti e amati cereali: Kellogg’s Frosted Flakes®, Kellogg’s Froot Loops®, Kellogg’s Frosted Mini Wheats®, Kellogg’s Special K®, Kellogg’s Rice Krispies®, Kellogg’s Raisin Bran®, Kashi®, Bear Naked® e altri.
Ma l’arrivo di WK Kellogg Co nella famiglia Ferrero è solo una di una serie di operazioni che vedono (e potrebbero vedere) grandi marchi del food andare, o tornare, in mano italiana.
Anche Plasmon, infatti, celebre brand di biscotti per l’infanzia fondato in Italia e divenuto parte del colosso americano Kraft Heinz, è tornato sotto il segno del tricolore. Ad acquisirlo è stato il Gruppo italiano New Princes, attivo nel settore food & beverage, con sedi in Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Polonia, Paesi Bassi e Mauritius e quotato in Borsa italiana dal 2019.
A fare una possibile eco a Plasmon, riportando a casa brand iconici del Made in Italy strappati da multinazionali estere, potrebbero essere San Pellegrino e Acqua Panna, di proprietà della svizzera Nestlé dal 1998, anche se poco si sa al riguardo. Le prime indiscrezioni sono state fatte trapelare dal Corriere della Sera, secondo il quale l’opportunità di entrare sarebbe già stata proposta a possibili finanziatori italiani.
Nestlé sta infatti aprendo alla possibilità di far accedere dei partner nella sua divisione “Waters”, di cui fanno parte appunto San Pellegrino e Acqua Panna. Tra i potenziali interessati ci sarebbero cordate italiane di investitori, provenienti sia dal mondo della finanza che dell’industria.

