La Commissione Finanze della Camera ha dato l’ok in una seduta lampo al nuovo ravvedimento speciale dedicato alle imprese e ai professionisti con partita Iva che vorranno aderire al concordato preventivo biennale relativo agli anni fiscali 2025 e 2026. Un ravvedimento speciale rappresenta la possibilità di mettersi in regola con il fisco per gli anni 2019-2023 pagando un’imposta ridotta rispetto a quella prevista.
Per gli anni 2020-2021 si potrà ottenere un’ulteriore agevolazione, pari ad una riduzione dell’importo dovuto del 30%, nel caso in cui si certifichi difficoltà dovute alla pandemia da Covid-19.
Il provvedimento può toccare circa 2,2 milioni di titolari di partita Iva che abbiano applicato gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) e decidono di aderire al concordato preventivo biennale per il 2025-2026.
L’ammontare dovuto sarà calcolato sulla base dell’affidabilità fiscale del contribuente. L’imposta sostitutiva (per Irpef, Irap e addizionali) è calcolata su una base imponibile maggiorata in base al punteggio Isa: più è basso più sale la maggiorazione.
Gli interessati dal provvedimento potranno pagare l’imposta sostitutiva dovuta dal 1 gennaio al 15 marzo 2026 se la desiderano corrispondere in un’unica soluzione, altrimenti sarà possibile scegliere di effettuare il pagamento dilazionato in 10 rate mensili, con interessi, dal 15 marzo 2026. Lo Stato conta di raccogliere così 395 milioni di euro distribuiti tra il 2026 e il 2030, una piccolissima cifra se si guarda all’ammontare complessivo dell’evasione del fisco stimata in quel periodo. Il provvedimento dovrà passare ora dal Senato.

